logo dell'ordine dei medici della Provincia di Gorizia
Home >
In primo piano

PET-THERAPY: INDAGINE ON LINE .

ll Centro di Referenza Nazionale per gli Interventi Assistiti con gli Animali (CRN-IAA) propone un’indagine rivolta ai medici italiani per monitorare opinioni e conoscenze sulla la pet-therapy e le sue applicazioni terapeutiche.
E' stato, quindi, elaborato un questionario per indagare la percezione su diversi aspetti: il tipo di beneficio che si attende dall’impiego di animali con funzione terapeutica, le categorie che possono beneficiare di un programma di attività con gli animali, i rischi che potrebbero verificarsi dall’utilizzo di animali a scopo terapeutico e gli animali ritenuti più adatti per essere coinvolti nelle attività di pet therapy. Si analizza poi il livello auto percepito di conoscenza sulla questione, il desiderio di approfondimento e la sua utilità per la pratica clinica.
Questa indagine è inserita in una più ampia survey internazionale, con l’obiettivo di raccogliere le opinioni dei medici sull’utilizzo degli animali con fine co-terapeutico.
Il questionario è strutturato in 5 sezioni. La compilazione richiede circa 15 minuti. I risultati dell’indagine verranno resi noti e saranno utilizzati dal CRN-IAA per la programmazione di attività formative e informative rivolte al personale sanitario. Di seguito l'accesso al questionario 

MEDICI COMPETENTI ED OBBLIGO DI COMUNICAZIONE ALL'INAIL. IL 31 MARZO LA SCADENZA. 

Entro il 31 marzo, diecimila medici competenti devono loggarsi all'applicazione Inail "Comunicazione Medico Competente" e comunicare sul portale dell'Istituto i dati sulla sorveglianza sanitaria effettuata nel 2014, contenuti nelle cartelle sanitarie e di rischio dei lavoratori visitati. L'obbligo riguarda i medici in carica alla fine dell'anno solare 2014, in relazione a unità produttive per le quali potevano essere incaricati "unici", "coordinati" e "coordinatori". Per chi omette la spedizione è prevista una sanzione da euro 1096 a euro 4384. L'incombenza nasce per avere dai medici competenti italiani (specialisti in medicina del lavoro o in igiene ovvero che hanno praticato per 4 anni l'attività prima del 1991) una statistica omogenea su tutta Italia. I medici di famiglia e ospedalieri che incidentalmente fossero anche medici competenti sono automaticamente abilitati alla procedura di comunicazione: si ritrovano infatti archiviati nel sistema Inail perché già inviano certificati di invalidità dei pazienti; gli altri devono registrarsi con codice fiscale e numero iscrizione albo. Ogni comunicazione è relativa all'azienda o struttura produttiva cui il medico fa riferimento. L'azienda comunica i propri dati, come da circolare 69/2012, ma ove mancassero può provvedere il medico. In un clic il medico si trova l'elenco delle malattie professionali: scrive quante ne ha rilevate e divide per sesso. Seconda schermata, la sorveglianza sanitaria: si inserisce il numero totale di lavoratori sottoposti e visitati, idonei o meno o con indicazioni. Nella terza sezione per ciascun rischio previsto dalla legge si indicano i lavoratori esposti e il sesso e i visitati sul totale dei soggetti a sorveglianza per ciascun rischio. La voce aperta del rigo 43 consente d'inserire ulteriori rischi se segnalati nel Documento di valutazione del rischio; in quarta sezione ci sono i test di screening su alcool e droghe. E' possibile stampare ricevuta in formato PDF e altresì richiamare schede in lavorazione, inviate, archiviate ed annullate. Il portale è aperto tutto l'anno e da aprile si possono elaborare ed inviare i dati 2015. I lavoratori "sorvegliati" dal medico competente (specialista in medicina del lavoro o discipline equipollenti) sono quelli per cui si valuta l'idoneità alla mansione specifica con visita medica, esami del sangue e strumentali, identificati sulla base dei rischi effettivi.
Rientrano gli esposti a rischio biologico, mutageno e cancerogeno, da videoterminali o da movimentazione manuale dei carichi (decreto legge 81/08),), chimico (Dlgs. 25/2002) o da rumore (dlgs. 195/2006) e vibrazioni (dlgs. 187/2005). Per i lavoratori citati il medico effettua gli accertamenti sanitari preventivi e periodici, formula i giudizi di idoneità e i protocolli sanitari su videoterminali, rumore, agenti chimici, biologici e verifica nel tempo l'adeguatezza delle misure di prevenzione adottate dall'azienda tenendo una cartella sanitaria per ogni lavoratore.
Mauro Miserendino

POLIZZA SANITARIA E BUSTA ARANCIONE. L'ENPAM AMPLIA I SERVIZI AGLI ISCRITTI.

Farsi da casa online i calcoli per la pensione e subito dopo l'assicurazione malattia? Si può, e questo è un mese d'oro per entrambe le cose. L'Enpam estende a 70 mila medici convenzionati il sistema di calcolo dell'assegno futuro denominato "busta arancione", dal nome dell'annuale report inviato in Svezia a chi versa contributi previdenziali. E prolunga fino a marzo 2015 la possibilità di aderire alla polizza sanitaria (Unisalute) nella quale rientrano le coperture agli iscritti sia per importanti patologie, sia per situazioni di non autosufficienza, nonché per la maternità della donna medico e le cure neonatali. Il simulatore di calcolo della futura pensione ipotizza tre scenari per l'assegno: il primo è un calcolo sulla base della media dei redditi fin qui percepiti, il secondo calcolo avviene in base alla media contributiva degli ultimi 3-5 anni, il terzo risulterà adeguato se il medico prevede di continuare fino al pensionamento con il reddito dell'ultimo anno. Si potrà calcolare gli importi entrando nella propria area riservata sul sito dell'Enpam. «La busta arancione è il nostro modo per dare agli iscritti, specie ai giovani, la prova tangibile che la pensione la prenderanno di sicuro», dice il presidente Enpam Alberto Oliveti. «Le simulazioni individuali, infatti, sono realizzate con gli stessi parametri con cui è stata calcolata la nostra sostenibilità a oltre mezzo secolo». Finora le ipotesi di pensione erano disponibili online solo per la quota A e i redditi da libera professione; ciononostante solo nel 2014 sono state oltre 300mila le simulazioni evase sul web. Nella busta arancione non sono ancora comprese le quote di pensione per attività di specialista ambulatoriale, per cui è necessaria la trasmissione di dati dalle Asl, o specialista esterno.
E veniamo allo slittamento per la polizza Sanitaria Enpam: estensibile al coniuge entro i 67 anni o all'intero nucleo familiare, si compone di un modulo base e tre integrativi orientati rispettivamente alla copertura delle degenze, delle prestazioni specialistiche e delle cure odontoiatriche; per ciascuna delle quattro coperture sono proposti premi differenziati su tre fasce d'età: under 40, tra 41 e 59 anni e da 60 anni in su. Copertura della maternità possibile pure per le mogli degli iscritti che diventano papà. Il testo della copertura assicurativa e i moduli per sottoscriverla sono disponibili online alla pagina www.enpam.it/polizza-sanitaria o https://www.enpam.it/polizza-sanitaria mentre se si hanno difficoltà a compilare il modulo online, il numero 0644163417 è attivo dal lunedì al venerdì ore 9-19.
Mauro Miserendino

MORBILLO: IN GERMANIA E' EPIDEMIA.

I genitori dovrebbero tenere a casa i neonati finché non si sarà fermata l'epidemia di morbillo, la più grave dall'introduzione della legislazione sui vaccini nel 2001. L'appello è stato appena lanciato a Berlino dall'associazione dei medici pediatri e dell'infanzia in seguito alla recente morte di un bambino di 18 mesi che aveva contratto il virus. «Sconsigliamo ai genitori di portare i neonati nei luoghi pubblici» ha spiegato il portavoce dell'associazione Sean Monks. Al momento per gli specialisti il pericolo di contagio è alto e la diffusione della malattia continua a crescere e, seppure in rari casi, il virus può uccidere. Per i pediatri tedeschi non è inutile allarmismo e lo conferma Jan Leidel, presidente della commissione permanente vaccini. Da mesi la capitale vive la più grave epidemia degli ultimi 15 anni. Da ottobre, da quando è esploso il primo focolaio in un rifugio per richiedenti asilo, i casi di contagio sono stati oltre 650, adulti e bambini. Il 90% delle persone infettate non erano vaccinate, e circa 1 su 4 è dovuto ricorrere al ricovero ospedaliero. Attualmente i nuovi casi registrati sono circa 80 a settimana. In effetti, pur essendo considerato poco pericoloso, il morbillo nel 2013 ha ucciso nel mondo più bambini sotto i 5 anni dell'Hiv e degli incidenti stradali ed è la 7ma causa di morte globale sotto i 5 anni. È quanto risulta da un'elaborazione dei dati del "Global Burden of Diseases" pubblicato su "Lancet", che ha calcolato un tributo da questa malattia per il solo 2013 di oltre 82mila morti. Le cifre potrebbero essere abbassate molto, spiega l'elaborazione, con un maggior utilizzo dei vaccini, anche se nei paesi occidentali si assiste a un "rilassamento" dovuto proprio alla mancanza di casi gravi che è frutto proprio dell'efficacia delle immunizzazioni. Nel frattempo, in Italia, la Corte d'Appello di Bologna ha ribaltato una discussa sentenza del Giudice del lavoro di Rimini che aveva stabilito un nesso tra vaccino trivalente e autismo. «Non esistono evidenze scientifiche per stabilire che il primo provochi la sindrome, c'è solo un collegamento temporale. Nel senso che l'iniezione che previene morbillo, parotite e rosolia viene fatta prima della diagnosi di malattia autistica, che di solito arriva tra i 3 e i 6 anni». Il primo giudizio, tra l'altro, aveva contribuito a rendere la Romagna una delle zone d'Italia dove il tasso di vaccinazione si sta riducendo tanto che il processo d'appello è iniziato su richiesta del ministero della Sanità. A ricorrere in appello, infatti, era stato lo stesso Ministero. Con i suoi 1674 casi di morbillo registrati nel 2014, tramite il nuovo Sistema nazionale di sorveglianza integrata di morbillo e rosolia, l’Italia si colloca al quinto posto tra i paesi europei per l’incidenza di questa malattia. L’80,8% degli episodi si è concentrato in sei regioni: Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte e Sardegna. La fascia di età più colpita è stata quella dai 15 ai 39 anni, meno coperta dalla vaccinazione: solo nel 1999 MPR è stata inclusa nel calendario vaccinale. Uno su tre pazienti è stato ricoverato in ospedale.
I 22.149 casi segnalati tra il 2014 e l’inizio del 2015 da sette paesi della Regione Europea dell’Oms hanno spinto la stessa Organizzazione mondiale della Sanità a lanciare un appello, rivolto a istituzioni, operatori sanitari e genitori, per intensificare la vaccinazione.
"Se consideriamo – ha affermato Zsuzsanna Jakab, direttore regionale per l'Europa dell’OMS - che negli ultimi due decenni abbiamo visto una riduzione del 96% del numero di casi di morbillo nella regione europea, e che siamo a un passo dall'eliminazione della malattia, siamo presi alla sprovvista da questi numeri. Dobbiamo rispondere insieme, senza ulteriori indugi, per colmare le lacune in termini di immunizzazione. È inaccettabile che, dopo gli sforzi degli ultimi 50 anni per mettere a disposizione della popolazione vaccini sicuri ed efficaci, il morbillo continui a costare vite umane, tempo e denaro". A.Z.

SENTENZA: NESSUN NESSO CAUSALE TRA LA VACCINAZIONE TRIVALENTE MPR E L'AUTISMO.

FATTO: Il Tribunale di Rimini in funzione di giudice del lavoro con sentenza n. 597/2009, recependo l’esito della ctu, ha accertato che ----- é stato danneggiato da complicanze di tipo irreversibili a causa di vaccinazione (profilassi trivalente MPR) e ha condannato il Ministero della salute al pagamento dell’indennizzo di cui alla legge n. 210/92. Il Ministero della Salute ha proposto appello contro la suddetta sentenza che ha riconosciuto l’esistenza di un nesso causale tra la vaccinazione MPR (morbillo-parotite-rosolia) ed il disturbo autistico associato a ritardo cognitivo medio.
DIRITTO: Così come spiegato dal ctu non c’è una effettiva correlazione temporale tra la progressiva comparsa dei disturbi della sfera autistica e il vaccino MPR; vi è solo il fatto che i due eventi avvengono uno prima e uno dopo, ma come dimostrato in precedenza ciò non è sufficiente a mettere in relazione i due eventi. Non è quindi possibile ritenere valido il riportato assioma che, in assenza della dimostrazione di altre cause evidenti, che comunque potrebbero non essere del tutto assenti, l’origine del disturbo sia da riferire alla vaccinazione sulla base del solo criterio temporale. Pertanto la Corte D’Appello di Bologna (Sentenza n. 1767/14) ha ribaltato la sentenza del giudice del lavoro di Rimini, sancendo che non vi è sulla base di ciò che è oggi riconosciuta essere l’evidenza medico-scientifica alcuna possibilità di correlare con meccanismo causa-effetto la comparsa di autismo alle vaccinazioni).

 

 

 

 

 

ULIVETO E ROCCHETTA. BASTA BUGIE NELLA PUBBLICITA'. BOCCIATA L'ACQUA DELLA SALUTE.

L' Antitrust condanna Cogedi a 10 mila euro di multa. Quarta censura in pochi anni. La pubblicità di Uliveto e Rocchetta è stata nuovamente censurata dall’Antitrust perché nei messaggi le due minerali vengono classificate come acque della salute, abbinando false diciture salutistiche e usando come testimonial associazioni di medici. È questa la decisione dell’Antitrust che in seguito alla richiesta di censura richiesta da Il Fatto Alimentare ha condannato la società Cogedi a una multa di 5.000 euro (raddoppiata a 10 mila trattandosi di un soggetto recidivo, che nel novembre 2013 ha già subito una censura abbinata a una multa di 100 mila euro) (*).
Ad onor del vero nel marzo 2013 c’è stato un intervento dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria (anche in questo caso sollecitato da Il Fatto Alimentare,) contro l’uso arbitrario della frase “acqua della salute”. La dicitura veniva utilizzata negli spot di Rocchetta e Uliveto per presentare l’acqua come un prodotto in grado di lenire i malanni correlati a osteoporosi e calcolosi urinaria. Per essere precisi anche dieci anni prima nel 2004 il Giurì dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria aveva censurato la pubblicità per motivi simili: abbinamento dell’acqua minerale a frasi, immagini e associazioni di medici che lasciano intendere improbabili vantaggi per l’organismo.
Il provvedimento di censura diffuso oggi è l’ultimo in ordine di tempo. La novità è che questa volta Cogedi ha ammesso gli errori e ha avviato “interventi di ravvedimento operoso” per eliminare dai messaggi i riferimenti alle associazioni mediche abbinata alla parola “acque della salute” e ad altri elementi che lasciano intendere un beneficio per l0organismo per contrastare patologie o disturbi vari. C’è anche una promessa per il futuro di utilizzare per Uliveto e Rocchetta solo le diciture autorizzate dal Ministero. Il provvedimento di censura riguarda spot tv, radiofonici, carta stampata e siti internet.
Dopo Kilocal l’olimpo dei prodotti più censurati in Italia negli ultimi anni probabilmente vede in seconda posizione Uliveto e Rocchetta, due marchi che, nonostante le multe e i provvedimenti di censura fino ad ora, hanno mostrato poca voglia di cambiare strada.


(*) Il provvedimento riguardava una pubblicità che aveva totalizzato 150 uscite su diversi quotidiani come il Corriere della sera, La Repubblica, Il Messaggero, oltre a innumerevoli spot su diverse radio. Il manifesto era stato affisso anche in centinaia di studi medici e per questo motivo la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) che ha supportato con il proprio logo la campagna ha pagato una multa di 30 mila euro. La multa non sortisce però l’effetto sperato, visto che Uliveto e Rocchetta rilanciano il medesimo slogan e agitano gli stessi temi più volte un anno dopo nel 2014 con altre due associazioni mediche Aigo (Associazione Italiana Gastroenterologi e Endoscopisti Digestivi Ospedalieri) e CLU ( Associazione urologica per la calcolosi) e per questo motivo il Fatto alimentare ha inviato un esposto all’Antitrust.


Roberto La Pira  “Il fatto alimentare" del 19 gennaio 2015

Diritto Sanitario

CORTE DI CASSAZIONE - PENALE: no a terapie compiacenti. Medico ayurvedico condannato per omicidio colposo.

I genitori non vogliono l'antibiotico, il medico offre la terapia alternativa, il bambino muore, scatta la denuncia, il medico è condannato. E il percorso è corretto perché il medico deve dimostrare di aver visitato e costringere i genitori a misurarsi con la terapia più efficace. Lo afferma la sentenza della Cassazione (IV Sezione) n. 8527 del 25 febbraio con cui si condanna a 2 anni di reclusione e al risarcimento un medico praticante discipline ayurvediche per omicidio colposo e violazione delle norme sull'esercizio della professione. Il medico non aveva suggerito il ricovero e l'antibiotico a un piccolo paziente con fibrosi cistica e infezione necrotizzante del tessuto polmonare e, di fronte alle richieste dei genitori, sentito per telefono s'era limitato a far somministrare sempre gli stessi medicamenti. In appello, il medico ha opposto che sono stati i genitori a presentarsi a lui dopo aver interrotto le cure antibiotiche, con il bambino indebolito da un'infezione contratta in ospedale. Ha cercato di dimostrare che le condizioni erano migliorate con la terapia alternativa e che lui stesso aveva integrato la pratica ayurvedica con la prescrizione della fisioterapia respiratoria e degli enzimi pancreatici secondo linee guida occidentali. La Suprema Corte replica che i giudici d'appello hanno correttamente giudicato l'infezione provocata dall'interruzione dell'antibiotico, "occasionata se non sollecitata dall'intervento curativo dell'imputato", e dalla sostituzione dei farmaci "allopatici" con prodotti rivelatisi di per sè soli chiaramente inefficaci, "secondo una previsione d'indole scientifica neppure contestata dall'odierno ricorrente".
Pur riconoscendo i limiti dell'ayurvedica, il medico non ha né prospettato i limiti della sua terapia né coinvolto medico di famiglia e giudice tutelare, "per sollecitare un dialogo giuridicamente corretto e (...) tanto più essenziale a fronte di terapie meramente palliative o compassionevoli: soluzione estrema che i genitori devono ritenersi da soli non legittimati ad assumere". Servendosi delle foto della flogosi e della scheda riportante la gravità delle condizioni del bimbo, "la corte d'appello ha dunque tratto, oltre ogni ragionevole dubbio, la conclusione dell'elevata probabilità logica (equiparabile al più alto livello di credibilità razionale) dell'avvenuto decesso per effetto dell'aggressione infettiva letale non adeguatamente fronteggiata con la necessaria terapia antibiotica". Secondo la Corte, il giudice d'Appello ha dimostrato come il bambino avesse chance di salvarsi con l'antibiotico: "a meno di un mese dal decesso, le condizioni, pur peggiorate (...) erano comunque non gravi", e il piccolo "monitorato costantemente in sede medica e sottoposto alle terapie adeguate, avrebbe vissuto sicuramente un ulteriore e apprezzabile lasso di tempo, tenuto altresì conto dell'eventuale prospettiva offerta dal trapianto polmonare, in caso di necessità". 

TRIBUNALE DI MILANO: Sentenza a favore dei medici sull'onere della prova. 

Il medico, anche quando opera all'interno di una struttura, non ha un rapporto "contrattuale" con il paziente. Lo ha ribadito il Tribunale di Milano, con la sentenza 1430 del 2 dicembre 2014, evidenziando come se dall'atto medico discende un danno, l'onere della prova spetta al paziente e la prescrizione è quinquennale. Al contrario, il paziente continua ad avere con la struttura un rapporto di tipo contrattuale da "contatto sociale" e quindi spetta alla struttura provare il proprio corretto adempimento e la prescrizione è decennale. Sull'interpretazione della legge Balduzzi, peraltro, la giurisprudenza si è espressa con pronunce decisamente discordi, ma quest'ultima sentenza favorevole ai medici riceve il plauso del Presidente dell'Ordine dei medici di Milano, Roberto Carlo Rossi che sottolinea come «si tratta di una sentenza che, riconfermando l'orientamento del Tribunale di Milano, tenuto conto dell'orientamento opposto finora manifestato dalla Corte di Cassazione, concorre a fare giurisprudenza. Come Ordine milanese» aggiunge Rossi «avevamo pubblicamente e ripetutamente sollevato e costruite le occasioni di confronto per portare all'attenzione della Magistratura il problema». Queste sentenze, aggiunge Rossi «nel momento in cui diventassero orientamento corrente della Magistratura a livello nazionale, tutelerebbero meglio sia i pazienti e sia il Servizio sanitario pubblico, perché farebbero venir meno alcune delle ragioni della cosiddetta medicina difensiva. A fronte di precedenti sentenze particolarmente onerose, che hanno fatto lievitare i premi assicurativi» conclude «molti medici non si sono più limitati a praticare solo le linee guida e le buone pratiche accreditate dalle comunità scientifica, ma si sono "difesi" richiedendo esami diagnostici non necessari per il paziente e particolarmente onerosi per il Servizio Sanitario, oppure si rifiutano di trattare i casi più complicati e a rischio denuncia».
Marco Malagutti 

TAR di TRIESTE: L'indagine radiologica è di competenza esclusiva del medico specialista. 

L’indagine radiologica è un atto medico di esclusiva competenza dello specialista medico radiologo, cui va demandata la valutazione dell’esame, sia per giustificare l’effettuazione dello stesso che per valutarne l’utilità diagnostica.
Tale riserva di competenza a favore del radiologo trova conforto nelle disposizioni normative, le quali consentono di qualificare come illegittimi gli atti del direttore generale di una Azienda Ospedaliera con i quali è stato adottato il “Protocollo per la tele-gestione degli esami radiografici convenzionali e TC senza mezzo di contrasto” nonché la “Procedura generale – percorso di giustificazione – esami di diagnostica per immagini con impiego di radiazioni ionizzanti”, laddove riconoscono spazi di autonomia diagnostica a soggetti diversi dai medici specialisti radiologi.
Non è, pertanto, nemmeno possibile definire a priori, in via meramente generale e astratta sulla base di criteri condivisi e consolidati nel tempo, le tipologie di indagini radiologiche effettuabili in assenza della previa valutazione da parte del medico, in quanto in conflitto con l’esigenza - affermata dalla norma – di previa valutazione da parte dello specialista del concreto caso clinico e delle caratteristiche della persona interessata. (Sentenza depositata in segreteria il 20/02/2015)

Area formativa

ORMONI E TUMORI: NOVITA', CONTROVERSIE E CONSIGLI PRATICI PER L'USO DELLE TERAPIE.
Il convegno si terrà il 18 marzo 2015 - dalle 14.30 alle 19.30 presso la  Sala Convegni CRO - 1° piano Docente DR LINO DEL PUP . I posti sono limitati ai primi 120 iscritti: se sei interessati telefonare per prenotazione al Tel 0434-659830 - Fax 0434-659864 - E-Mail infoformazione@cro.it
Tutte le professioni ECM e non ECM - CONTATTI: Segreteria CAF Centro Attività Formative – DIREZIONE GENERALE – tel 0434.659830 – fax 0434.659864 - infoformazione@cro.it 

CONSTATAZIONE DEL DECESSO, NUOVI ADEMPIMENTI MEDICI E AMMINISTRATIVI
Il Corso organizzato dall'Ordine dei Medici di Trieste si terrà mercoledì 25 marzo 2015 dalle ore 14.30 alle 18.30 presso la sede dell'Ordine

INFERMITA' DI MENTE = INCAPACITA' DI INTENDERE O DI VOLERE? COSTITUZIONE, DIRITTI, RESPONSABILITA', SICUREZZA E CURA DI FRONTE ALLA FINE DELL'O.P.G.
Il convegno si terrà il 27 marzo 2015 alle ore 15.00 presso l'Aula di Corte d'Assise di Trieste - cortile interno del palazzo di giustizia.

PROPOSTA DI CONDIVISIONE DI PERCORSI CLINICI E PROTOCOLLI DIAGNOSTICO TERAPEUTICI NELL’AMBITO DELL’IMMUNOLOGIA CLINICA: DALLA PEDIATRIA ALLA MEDICINA DELL’ADULTO

Il Convegno si terrà Sabato 28 Marzo 2015 dalle ore 8:15 alle ore 13:30 presso il Palazzo della Regione Via Cecilia Gradenigo Sabbadini 31 UDINE

UPDATING NEL TRATTAMENTO DEL TUMORE DELLA VESCICA: IL PARERE DEGLI ESPERTI
Il convegno si terrà venerdì 10 aprile 2015 presso la Sala San Giusto – Hotel Savoia Excelsior Palace Trieste. 

Via Brigata Casale, 19/B - Gorizia
Tel. +39 0481 531440 - Fax +39 0481 534993
Codice Fiscale: 8000150310
ordmedgo@libero.it - info@ordinemedici-go.it
PEC: segreteria.go@pec.omceo.it

Eventi

UPDATING NEL TRATTAMENTO DEL TUMORE DELLA VESCICA: IL PARERE DEGLI ESPERTI
(Sala San Giusto – Hotel Savoia Excelsior Palace Trieste, venerdì 10 aprile 2015)
PROPOSTA DI CONDIVISIONE DI PERCORSI CLINICI E PROTOCOLLI DIAGNOSTICO TERAPEUTICI NELL’AMBITO DELL’IMMUNOLOGIA CLINICA: DALLA PEDIATRIA ALLA MEDICINA DELL’ADULTO
(Palazzo della Regione Via Cecilia Gradenigo Sabbadini 31 UDINE, Sabato 28 Marzo 2015 dalle ore 8:15 alle ore 13:30 )
LE MEDICINE NON CONVENZIONALI
(Centro Congressi Best Western Park Hotel, Strada Val Nure 7, Piacenza., 21 marzo 2015 )
IL GINECOLOGO E LA DONNA OLTRE I 40 ANNI
(l'Aula P. Sfameni - Padiglione 4 - Policlinico S. Orsola - Malpighi, Via Massarenti 13 - Bologna, 19 e 20 marzo 2015 )
MALATTIA DIVERTICOLARE DEL COLON: COSA C’E’ DI NUOVO?
(Villa Manin di Passariano , 13 marzo 2015 dalle ore 8.30 alle 17.00)

Bollettini

libretto guerra

Gorizia ed il fronte dell’Isonzo nella grande guerra

Leggi o scarica Gorizia ed il fronte dell’Isonzo nella grande guerra

bollettino

Bollettino 1/2014

Consulta o scarica il Bollettino n. 1 del 2014

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter dell'Ordine dei Medici e Chirurghi della Provincia di Gorizia

Inserisci il tuo indirzzo mail
Via Brigata Casale, 19/B - Gorizia
Tel. +39 0481 531440
Fax +39 0481 534993
Codice Fiscale: 80000150310

Ricerca medico

 


medici competenti lavoro

PSICOTERAPEUTI

ODONTOIATRI

Richiedi la tua PEC

Richiedi il codice convenzione