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LA DOTTORESSA ROBERTA CHERSEVANI E' IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE DELLA FNOMCEO: 

 E' Roberta Chersevani, Presidente dell’Ordine di Gorizia, il nuovo presidente della FNOMCeO: a votarla, all’unanimità, sono stati i 17 componenti del Comitato Centrale, riunito a Roma il 27 marzo. Alla Vicepresidenza è stato nominato Maurizio Scassola (Venezia), Segretario è stato confermato Luigi Conte. La carica di Tesoriere è stata attribuita a Raffaele Iandolo. Alla presidenza della Commissione Albo Odontoiatri è stato confermato Giuseppe Renzo, a quella del Collegio dei Revisori dei Conti Salvatore Onorati.
Chersevani: “Una nuova partenza per un lavoro sempre in progress”
"Nonostante la presenza di 2 liste, il clima elettorale e successivamente quello dello scrutinio sono stati carattterizzati da serenità,dialogo e spirito di colleganza e questo spero sia di buon auspicio per la conduzione dei lavori futuri in seno alla Federazione Nazionale".
Queste le prime dichiarazioni di Roberta Chersevani, eletta - insieme a tutti i colleghi che sostengono il programma da lei proposto – a far parte del nuovo Comitato Centrale della Fnomceo.
Il gruppo dei colleghi che con coesione e determinazione hanno contribuito alla stesura del programma sono rimasti in collegamento tramite i social media durante lo scrutinio, scambiandosi commenti, opinioni e arricchendo il programma stesso. Il risultato elettorale ha consentito che il gruppo rimanesse compatto, a ulteriore garanzia della fattibilità del programma presentato. E’ stato definito un work in progress e tale rimane, per accogliere ulteriori aggiornamenti che i Presidenti ma anche altri Colleghi vorranno proporre. Testimonierà la vicinanza e il travaso di idee tra Consiglio Nazionale e Comitato Centrale.
La mia presenza nella lista, e quella di Anna Maria Ferrari, conforta le tante colleghe che sin dai primi giorni hanno manifestato grande solidarietà al nostro percorso. La domanda più frequente è stata “cosa possiamo fare per sostenerti?”.
Spero che questo mio ruolo all’interno del Comitato Centrale possa essere di esempio e stimolo alle Colleghe a partecipare maggiormente alla vita dell’Ordine e raggiungere posizioni di livello negli esecutivi.
Grande l’entusiasmo nel Consiglio del mio Ordine, tra i più piccoli in Italia. La politica di supporto ai piccoli Ordini, iniziata da tempo, sarà sicuramente ampliata, con grande sostegno gestionale e di aggiornamento agli iscritti.
Una nuova presenza, volti nuovi, possono sicuramente stimolare una maggiore attenzione alle richieste, ai programmi, al percorso che si sta per intraprendere, e che tiene comunque conto di quanto è già stato raggiunto".
a cura Ufficio Stampa FNOMCeO 
 

FNOMCEO E ANTITRUST, CHERSEVANI: "PORTEREMO IN CONSIGLIO DI STATO LE RAGIONI A TUTELA DELLA NOSTRA DEONTOLOGIA" 

Riportiamo di seguito il Comunicato Stampa del Presidente.


ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE MEDICA

Di seguito la Comunicazione n. 22 della FNOMCeO relativa ad una nota trasmessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia.

SCUOLE DI SPECIALITA': POSTICIPATA LA SCADENZA PER IL PASSAGGIO DAL VECCHIO AL NUOVO ORDINAMENTO.

«In linea di principio consigliamo il passaggio al nuovo ordinamento a tutti gli specializzandi, a prescindere dalla riduzione o meno della durata del corso, al fine di poter godere degli aspetti innovativi connessi alla riforma». Lo sottolinea il Sigm, nell'imminenza della scadenza della data della domanda di passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento, posticipata al 9 aprile. I Giovani medici, nell'ottica di poter avere tutti gli elementi per orientare nella scelta, hanno chiesto ai ministeri competenti di fornire un parere ufficiale tanto sulla spendibilità del titolo in ambito di Unione europea, nonché sull'equipollenza dello stesso ai fini dei concorsi per l'accesso ai ruoli del Servizio sanitario nazionale. Il Sigm sottolinea, inoltre, come il Decreto sul riordino sia stato condiviso dalla Conferenza dei Rettori italiani (Crui), ecco perché «sorprende» sottolinea la nota «l'apprendere da numorose segnalazioni che ci provengono da tutta Italia di presunte iniziative da parte di taluni Direttori delle scuole tendenti a dissuadere gli specializzandi dal passaggio di ordinamento, ricorrendo alla disinformazione e, talora, anche a forme di pressione psicologica».
Marco Malagutti

MEDICINA DIFENSIVA. IL MINISTERO ISTITUISCE UNA COMMISSIONE AD HOC.

«La medicina difensiva è un fenomeno diffuso in maniera capillare e preoccupante, per un costo di circa 10 miliardi di euro l'anno. Una cifra estremamente pesante, pari allo 0,75% del Pil e al 10% del Fondo sanitario nazionale». A ricordarlo, è stato il ministro della Salute,Beatrice Lorenzin, in occasione della presentazione della nuova Commissione consultiva per le problematiche in materia di medicina difensiva e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie. La Commissione sarà presieduta da Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense. «Occorre controbilanciare - ha detto Lorenzin - la libertà di esercitare la professione medica e la necessità che ognuno paghi le sue eventuali colpeý. La Camera sta lavorando da due anni su 7 proposte normative per raggiungere questo obiettivo e per affrontare il grande tema delle assicurazioni. Non è ancora sufficiente, per cui come azione sinergica a quella del Parlamento abbiamo deciso di istituire questa Commissione consultiva con personalità di altissimo rango, che lavorerà presso il ministero, con giuristi, medici legali ed esperti di settore per indicare soluzioni tecniche e normative agili per sciogliere i tanti nodi rimasti». Secondo i dati 2014, raccolti dalla ricerca elaborata dall'Agenas, che ha condotto uno studio pilota su quattro Regioni: Lombardia, Marche, Sicilia, Umbria, la medicina difensiva si conferma un problema in progressiva espansione per il Ssn con un impatto stimato tra i 9 e i 10 miliardi, pari al 10,5% della spesa sanitaria. Il 58% dei medici dichiara di praticarla e gli effetti sono enormi: in termini di costi erode il 14% della spesa totale per la farmaceutica, il 25% per gli esami strumentali, il 23% per gli esami di laboratorio e l'11% per le visite specialistiche. Il fenomeno appare in costante crescita: il 93% del campione indagato ritiene che la medicina difensiva sia destinata ad aumentare. Per il 64% dei medici si tratta di uno strumento che ha garantito la diminuzione della probabilità di errore ma, allo stesso tempo, il 69% la considera un fattore limitante. Tra le cause principali alla base del problema, il 31% indica una legislazione sfavorevole per il medico, il 28% il rischio di essere citato in giudizio e il 14% uno sbilanciamento del rapporto con il paziente. I suggerimenti per arginare il fenomeno però non mancano. Il 49% dei medici spiega che basterebbe attenersi alle evidenze scientifiche e il 47% rivela che servirebbero interventi organizzativi, in primis una riforma delle norme che disciplinano la responsabilità professionale. Il ministro ha poi ricordato che c'è l'aspetto della «programmazione sanitaria, e stiamo pensando già da ora di intervenire sull'inappropriatezzaý, e dell'informazione dei pazienti" che spesso richiedono in prima persona prestazioni inutili, "magari dopo essersi informati su Internet. E' chiaro che chi sta male preferisce fare un esame in più che uno in meno, per questo è importante agire sui canali di informazione ufficiali». «Le indagini scientifiche - ha aggiunto il ministro - ci dicono che fino al 78% degli operatori sanitari ha avuto almeno un comportamento di medicina difensiva nell'ultimo mese, e sempre nel 78% dei casi il motivo è che si ritiene di correre un maggior rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato. Inoltre il 51% ha prescritto farmaci non necessari, il 14% ha evitato procedure diagnostiche e terapeutiche rischiose su pazienti che avrebbero potuto beneficiarne. Ancora, il 58% ha chiesto il consulto di altri specialisti pur non ritenendolo necessario». Secondo la recente indagine Agenas relativa al 2014, con 1.500 medici ospedalieri intervistati, «la stima dei costi della medicina difensiva per settori, rispetto alla spesa totale - ha spiegato Lorenzin - vedono la farmaceutica al 14%, gli esami strumentali al 25%, gli esami di laboratorio al 23% e le visite specialistiche all'11%». Infine, il ministro ha ricordato che sta seguendo il suo iter, il Dpr che regolamenta il tema delle assicurazioni mediche, chiarendo anche i criteri dei premi per specialità, in modo che venga applicata la legge Balduzzi.
Rossella Gemma

Diritto Sanitario

CORTE DI CASSAZIONE - CIVILE: Protesi dentaria, difformità e vizi dell’opera.
Decadenza dall'azione per mancata tempestiva denuncia dei lamentati vizi - L'autonomia ed il carattere materiale della applicazione della protesi, specie se provvisoria, non é il risultato di un contratto di complessa prestazione di opera professionale intellettuale (per il quale è esclusa la decadenza ex art. 2226 c.c. ), bensì l'oggetto della semplice prestazione, come nell'ipotesi per cui è causa, di un odontotecnico.
FATTO: riteneva di aver patito dei danni a seguito all'applicazione di una protesi dentaria da parte di M. Conveniva, quindi, il M. stesso in giudizio con citazione del 5 maggio 1994 innanzi al Tribunale di Isernia, chiedendo la condanna del convenuto al pagamento - a titolo di risarcimento del danno - di una somma quantificata in L. 20 milioni. Costituitosi in giudizio il convenuto eccepiva la decadenza dall'azione per mancata tempestiva denuncia dei lamentati vizi e, nel merito, stante la loro inesistenza, instava per il rigetto dell'avversa domanda attrice. Con sentenza del 20 marzo 2003 il Tribunale di Isernia - Sezione Stralcio accoglieva la domanda e condannava il M. a pagare all'attrice la somma di L. 21 milioni, oltre interessi. Avverso la suddetta decisione interponeva appello il M. chiedendo la riforma dell'impugnata sentenza.
DIRITTO: Ciò detto deve immediatamente evidenziarsi che, nella concreta fattispecie per cui si ricorre, la paziente ebbe a lamentare non l'inesistenza della fornitura della protesi e, quindi, l'inadempimento, prospettando solo dei difetti della medesima protesi. Deve poi, con riguardo ai suddetti quesiti, osservarsi che, nella specifica ipotesi in giudizio, trovava applicazione l'art. 2226 c.c. con la relativa prevista ipotesi di decadenza. Infatti, come già chiarito da questa Corte con nota pronuncia (Cass. civ., Sez. 3, Sent. 23 luglio 2002, n. 10741), la detta norma, "che regola i diritti del committente per il caso di difformità e vizi dell'opera non è applicabile nell'ipotesi di contratto di prestazione di opera professionale intellettuale". La medesima esclusione di applicabilità non ricorre - viceversa - per il caso di applicazione di protesi dentaria allorchè la stessa assuma il carattere di opera materiale ed autonoma. Tale carattere, proprio come nella fattispecie in esame, ricorre quando l'autonomia ed il carattere materiale della applicazione della protesi, specie se provvisoria, non sia il risultato di un contratto di complessa prestazione di opera professionale intellettuale (per il quale è esclusa la decadenza ex art. 2226 c.c. ), bensì l'oggetto della semplice prestazione, come nell'ipotesi per cui è causa, di un odontotecnico, al quale ebbe a rivolgersi la parte a suo tempo attrice. Pertanto il motivo del ricorso va rigettato).

CORTE DI CASSAZIONE - PENALE: Errore del medico convenzionato, le aziende sanitarie sono tenute a risarcire 
In tema di responsabilità medica l'Asl sta al convenzionato come l'ospedale sta al dipendente. Ed è responsabile civilmente del fatto illecito che il medico convenzionato commetta nell'eseguire la prestazione di cura. Si riassume così la sentenza 6243 del 15 marzo scorso della Corte di Cassazione (depositata il 27/3) secondo cui l'Asl risarcisce in solido con il medico per un errore di quest'ultimo foriero di lesioni gravi o morte. Nel dispositivo, l'Asl è stata condannata a un risarcimento da 180 mila euro; potrà rivalersi sul medico, che però intanto è emigrato all'estero.
Antefatto - Nel 1997 a Chivasso il mmg non diagnosticò subito un'ischemia, anzi visitato il paziente gli prescrisse "cure del tutto inadeguate". L'uomo -58 anni, pensionato- rimase invalido all'80% per un'emiparesi e nel 2011 morì dopo 15 anni di disabilità; all'inizio la denuncia della famiglia per lesioni colpose fu archiviata ma nel 2001 gli avvocati citarono l'Asl che nel 2008 fu condannata dal Tribunale di Torino insieme al medico. Gli avvocati dell'Asl hanno sostenuto che il medico di famiglia è un libero professionista ed è il solo responsabile, anche civilmente, dei suoi errori e si sono visti dare ragione in appello. Nel ricorso in Cassazione, gli avvocati dei familiari della vittima si sono richiamati all'articolo 14 della legge 833/78 istitutiva del Servizio sanitario nazionale secondo cui è l'Asl a dover assicurare l'assistenza medica ed infermieristica di primo livello, che può erogare anche con suo personale dipendente (art 25) oltre che con convenzionati. Ha vinto questa tesi, ma come?
La Sentenza - Il dispositivo si riassume in tre punti. Primo, il cittadino esercita la scelta del medico nei limiti degli elenchi che l'Asl gli dà, attivando così una prestazione di cura cui l'azienda è tenuta in base all'articolo 25 della legge 833; per inciso, l'Asl potrebbe anche mettere a disposizione del cittadino un medico dipendente pur di erogare i livelli uniformi di assistenza. Secondo, le riforme post-legge 833 non hanno "liberato" il mmg, ma hanno semmai accentuato una compenetrazione tra compiti di personale dipendente e convenzionato-parasubordinato quale è il medico di famiglia. Terzo, il cittadino non paga nemmeno in parte il mmg per la sua prestazione, il contratto è con l'Asl che paga il medico alimentata dalle tasse versate dai cittadini. Ergo, è con l'Asl il contratto di cura e quest'ultima ha una precisa obbligazione verso i pazienti a prestare l'attività medico-generica.
Commenti prematuri - Vittorio Boscherini segretario Fimmg Toscana e nell'Esecutivo del sindacato, conferma a una prima rilettura: «A quanto pare per la Corte ai sensi della legge 833 il mmg se pur libero professionista convenzionato esercita il ruolo di servizio di I livello del Servizio sanitario: con lui il cittadino non avrebbe un rapporto privatistico di cura, piuttosto il rapporto sussiste tra cittadino e Ssn».
Mauro Miserendino

CORTE COSTITUZIONALE: Intramoenia riservata al personale medico
Gli infermieri, i tecnici della riabilitazione e le ostetriche non possono esercitare attività ospedaliera intramoenia: lo ha stabilito una sentenza della Corte Costituzionale del 2 febbraio e appena depositata, che ne limita l'accesso al solo personale medico. In questo modo è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale degli articoli della legge numero 6 della Regione Liguria del 31 marzo 2014, che recavano «disposizioni in materia di esercizio di attività professionale da parte del personale di cui alla legge 10 agosto 2000, n. 251 (Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica) e successive modificazioni e integrazioni».
Le disposizioni citate dalla Corte Costituzionale erano state emesse a causa della cronica difficoltà di reperire personale specifico; per questo motivo la Regione Liguria aveva pensato di essere autorizzata a legiferare, in quanto l'accesso all'attività intramoenia sarebbe parte dell'assistenza sanitaria ospedaliera e non della tutela della salute. La prima, infatti, è di competenza esclusiva regionale, mentre la seconda è materia di competenza concorrente tra Stato e Regioni. Questa interpretazione è stata rigettata dal massimo organo giurisdizionale della Repubblica, secondo la quale «un'estensione al personale non medico potrebbe essere frutto solo di una legge dello Stato».
I giudici della Corte Costituzionale richiamano inoltre il fatto che le norme che hanno istituito l'intramoenia, dando la possibilità di svolgere prestazioni al di fuori dell'orario di lavoro utilizzando le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell'ospedale stesso, siano state riservate deliberatamente ai soli medici. Si legge infatti nella sentenza: «la circostanza che lo svolgimento dell'attività libero¬professionale all'interno della struttura sanitaria sia stato previsto e disciplinato espressamente solo per i medici e i dirigenti del ruolo sanitario assume - diversamente da quanto sostenuto dalla difesa regionale - il preciso significato di circoscrivere a tali categorie il riconoscimento del diritto in questione».
Renato Torlaschi 

Area formativa

SALUTE E AMBIENTE: ARIA, ACQUA E ALIMENTAZIONE.

Il nuovo corso FAD della FNOMCeO organizzato in formazione residenziale dall'Ordine dei Medici di Gorizia si terrà SABATO 9 MAGGIO 2015 dalle ore 9.00 alle 14.00 presso l'Auditorium del P.O. S. Polo di Monfalcone. Rivolto a tutti i medici ed odontoiatri iscritti, dà diritto a 15 C.F. ECM Nazionale per l'anno 2015. E' stato richiesto l'anticipo della Guardia medica alle ore 8.00.

E' obbligatoria la preiscrizione alla segreteria dell'Ordine via mail (ordmedgo@libero.it) oppure via fax al numero 0481/534993.


 

CONVEGNO REGIONALE: PATOLOGIA IATROGENA DALLA TERAPIA ALLA DIAGNOSI.
Il Convegno si terrà il 22 aprile 2015 presso la sede dell'A.O.U. Santa Maria della Misericordia di Udine.

QUALE RETE DI CURE PALLIATIVE PER IL MONDO INVISIBILE DELLA FRAGILITA’?

Il Convegno, organizzato dalla Società Italiana Cure Palliative Friuli Venezia Giulia, si terrà il 22 Maggio 2015 presso la Sala Convegni Hotel Là di Moret Via Tricesimo, Udine
COMITATO SCIENTIFICO: R. Marson, S. Beutles, G. Borotto, L. De Zen, A. Giacomelli, M. J. Mores, D. Piazza, M. Quaranta Špacapan , G. Rimondi, R. Vecchi, P. Zotti.
SEGRETERIA PER ISCRIZIONI: congressi@sicp.it


QUANDO LA CLAUSOLA FA LA DIFFERENZA
Disamina comparativa di polizze assicurative per la responsabilità civile professionale dell‘Odontoiatra


La serata di aggiornamento organizzata dall'OMCeO di Udine si terrà LUNEDI‘ 4 MAGGIO alle ore 20.00 presso la  
Sala Conferenze dell'Ordine, Via Diaz 30

 

COLPA PROFESSIONALE MEDICA, profili, gradi e limiti secondo la legge Balduzzi.

L'incontro interdisciplinare si terrà venerdì 15 maggio 2015 nell'aula della Corte d'Assise, Cortile interno del Palazzo di Giustizia di Trieste.

Via Brigata Casale, 19/B - Gorizia
Tel. +39 0481 531440 - Fax +39 0481 534993
Codice Fiscale: 8000150310
ordmedgo@libero.it - info@ordinemedici-go.it
PEC: segreteria.go@pec.omceo.it

Eventi

VIII Congresso di patologia e Chirurgia Oro-Maxillo-Facciale: IL CAVO ORALE COME SPIA DI PATOLOGIE SISTEMICHE.
(Aula Magna “Rita Levi Montalcini” dell'Ospedale di Cattinara - Trieste, 19-20 giugno 2015)
TERZO CORSO INTENSIVO IN METODOLOGIE E TECNICHE PER LA RACCOLTA DELLE DICHIARAZIONI DI VITTIME E TESTIMONI IN AMBITO PENALE.
(Istituto di Psicoterapia Psicoumanitas in Via Sebino, 11 Roma , 9-10 e 23-24 maggio 2015)
IL BAMBINO NELLO STUDIO ODONTOIATRICO: CALAMITA’ O OPPORTUNITA’?
(Hotel Franz di Gradisca d'Isonzo (GO), 9 maggio 2015 dalle ore 8.30 alle 19.30 )
QUALE RETE DI CURE PALLIATIVE PER IL MONDO INVISIBILE DELLA FRAGILITA’?
(Sala Convegni Hotel Là di Moret Via Tricesimo, Udine, 22 Maggio 2015 )
COLPA PROFESSIONALE MEDICA, profili, gradi e limiti secondo la legge Balduzzi.
(Aula della Corte d'Assise - Cortile interno del Palazzo di Giustizia di Trieste., venerdì 15 maggio 2015 )

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Bollettino 1/2014

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