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BOLLETTINI DELL'ORDINE

 Cari Colleghi, come alcuni di Voi avranno avuto modo di riscontrare, la ditta che procede all'etichettatura dei bollettini dell'Ordine ha commesso un grave errore, sbagliando tutti gli indirizzi di spedizione, per cui l'annuale bollettino (con in allegato un interessante libretto di commemorazione della Grande Guerra) non Vi è ancora arrivato (o è arrivato con indirizzo errato o con nominativo di altro Collega).

Ovviamente abbiamo provveduto ad intimare alla ditta che ci fornisce il servizio una nuova, integrale spedizione a sue spese.

Nell'attesa di ricevere, a breve, la Vostra copia del bollettino, Vi invito comunque a visionarlo direttamente dal sito dell'Ordine, assieme al libretto allegato. Cari saluti. Il Presidente Dr.ssa Roberta Chersevani 

MEDICI FISCALI: PIU' VICINO IL POLO UNICO INPS PER VINCERE L'ASSENTEISMO. 

Un emendamento in una norma per regolare la governance dell'Inps potrebbe sia ovviare alle ricorrenti assenze nel pubblico - come quella di Capodanno dei vigili romani - sia sbloccare la vicenda dei 1250 medici fiscali Inps che da un anno e mezzo vedono decurtati i propri redditi perché l'ente ha tagliato del 90% i controlli. I due fenomeni a tutta prima sembrano slegati: i dipendenti pubblici sono visitati dai medici delle Asl mentre i medici Inps svolgono i controlli nel privato. Ma in realtà medici Inps già effettuano talora controlli su lavoratori della Pubblica amministrazione. E ad aprile 2014 il sottosegretario alla Pa Angelo Rughetti in Commissione affari sociali alla Camera ha ventilato l'istituzione di un Polo unico della Medicina fiscale e l'affidamento al solo Inps di tutti i controlli. «Lo proponiamo da anni e, se confermato, l'orientamento del governo non può che farci piacere anche alla luce delle difficoltà economiche di molti colleghi», dice Alfredo Petrone segretario nazionale settore INPS Fimmg. «Una modifica legislativa che affidi all'Inps in via esclusiva il controllo dei lavoratori assenti per malattia, trasformando l'attuale remunerazione a prestazione in un impegno orario e mantenendo l'attuale numero dei medici di controllo, può garantire tra i 4,5 ed i 6 milioni annui di visite, sufficienti a soddisfare la richiesta dei datori di lavoro del pubblico e del privato con la possibilità di abbassare il costo della singola visita fino al 50%». «Inoltre - continua Petrone - i provvedimenti d'idoneità e reimmissione al lavoro rilasciati da Inps oscillano dal 20 al 50 % (molti di più che nei certificati rilasciati dalle Asl, ndr) e se estesi alla Pa possono garantire uniformità dei controlli e di giudizio per tutti i lavoratori. Con simili premesse, l'impatto economico del costo della riorganizzazione sarebbe inferiore alla somma di quanto lo Stato ha stanziato finora». Per inciso, oggi all'Inps il controllo della malattia su circa 12 milioni di certificati nel privato costa 25 milioni, mentre alle Asl con circa 6 milioni di certificati annui per 3 milioni di dipendenti pubblici c'è una spesa di 70 milioni. «L'avvio del compenso orario porterebbe ingenti risparmi ed univocità di costo della singola visita su tutto il territorio, renderebbe "prevedibili" gli importi e semplificherebbe le procedure di fatturazione e riscossione da parte Inps con ulteriore risparmio del personale a tale funzione dedicato». Va poi considerato che i sindacati Fimmg e Snami propongono l'autocertificazione del lavoratore per i certificati con prognosi inferiore ai 3 giorni che secondo il centro studi Fimmg sarebbero 3,8 milioni nel privato (di cui 1,05 mln di un giorno) e 3 milioni nel pubblico (1,25 mln di un giorno). «L'autoattestazione, oltre a responsabilizzare il cittadino, libererebbe il medico di famiglia dal certificare quanto meno il singolo giorno di malattia causato quasi sempre da patologie lievi e spesso non obiettivabili all' atto della visita». Un cenno al destino dei medici Asl che oggi visitano i dipendenti Pa. «Non è facile quantificarli, in certi casi sono dipendenti Ssn convenzionati per altri ruoli e in altri sono ingaggiati con contratti libero professionali, in genere annuali. Nei bandi per assegnare gli incarichi vi sono differenze tra Regioni e persino tra Asl, ma il regime delle incompatibilità non è paragonabile a quello imposto dall'Inps. Anche nel trattamento economico esistono disparità:
l'unificazione dei controlli sotto un'unica regia potrebbe mettere finalmente ordine. La proposta di stabilizzazione Fimmg, che pare condivisa dal governo, per un rapporto convenzionale sullo schema di quelli adottati nel Ssn, garantirebbe un pool di medici dedicati al settore con la possibilità di operare anche in altri campi in cui esercita la propria azione l'Inps con ricadute positive sulle attività dei centri medico legali dell'Istituto. E vista la mole di lavoro che si configura, almeno i primi anni, molti colleghi Asl che non ricadessero in condizioni di incompatibilità, potrebbero essere assorbiti».
Mauro Miserendino

CERTIFICAZIONE MEDICA PER L'ATTIVITA' SPORTIVA NON AGONISTICA IN AMBITO SCOLASTICO NELLA REGIONE FVG.

Rimettamo in allegato, il decreto, a firma del direttore della Direzione centrale Salute, di
approvazione del documento tecnico per il rilascio della certificazione medica per l’idoneità all’attività
sportiva non agonistica in ambito scolastico nella Regione FVG siglato in data 18 novembre 2014 dal
rappresentate dei medici della Federazione medico sportiva italiana di Trieste, rappresentante della Federazione
italiana medici pediatri regionale, referente dell’ufficio scolastico regionale per l’educazione sportiva, referente
dell’ufficio scolastico regionale per l’educazione alla salute, referente regionale della Confederazione italiana
pediatri - C.I.Pe..

ALLARME MEDICI: DA FINANZIARIA COMPETENZE SEMPRE PIU' RESIDUALI RISPETTO AGLI INFERMIERI.

«Non temiamo la perdita di competenze del medico a beneficio di altre figure sanitarie: gli infermieri seguono un legittimo percorso di empowerment. Dà fastidio però che si ragioni per "colpi di mano", dimenticando il passato, e che ora il governo pretenda di risolvere in tre righe al comma 566 della Finanziaria la questione della revisione globale dei ruoli e delle competenze delle professioni nel Servizio sanitario nazionale, quando doveva essere disciplinata da un tavolo ad hoc, secondo l'articolo 22 del patto salute». A nome di Alleanza per la Professione Medica, sigla che raggruppa gli ospedalieri Cimo, i medici di famiglia Fimmg, gli specialisti Sumai e i dentisti Andi, il presidente Cimo Riccardo Cassi chiarisce il comunicato di "condanna"
del metodo - più che del merito - con cui opera il legislatore in tema di "revisione" delle regole d'ingaggio tra operatori Ssn. Il tavolo ex articolo 22 sull'accesso alle professioni previsto dal patto stato-regioni dell'anno scorso pare essersi arenato per il braccio di ferro tra regioni e università sulla formazione. Intanto però la pressione delle 22 professioni non mediche sarebbe sfociata nel comma 566, il quale offre veste formale a un precedente accordo stato regioni che conferisce più competenze agli infermieri in sei ambiti specialistici: territorio, emergenza, medicina, chirurgia, pediatria e salute mentale/dipendenze. La leader dei collegi infermieristici Ipasvi Annalisa Silvestro ha chiarito in alcuni interventi la portata epocale della norma; nel sindacato ospedalieri Anaao si è invece rimarcato che il pericolo di delegittimare ruolo e competenze del medico si ravvisa più sul territorio e sui percorsi di diagnosi e terapia delle cronicità, dove ancora i compiti non sono definiti, che in ospedale. La legge di stabilità ora prevede che stato e regioni sentite le rappresentanze professionali, siglino un accordo per rivedere ruoli funzioni regole d'ingaggio e responsabilità tra le professioni sanitarie e avallino percorsi formativi complementari nel frattempo portati avanti nelle varie realtà regionali. «Da mesi di questi temi dovrebbe occuparsi una cabina di regia nel cui ambito noi avevamo fatto una proposta come Cimo - dice Cassi - poi è arrivata la chance del tavolo ex articolo 22, ora a tutto ciò si sta sostituendo l'ipotesi di un accordo stato regioni. Prima, dovranno sentire le rappresentanze delle varie professioni ma non è chiarito chi sentiranno né se sentiranno noi medici». Tra l'altro, in premessa il comma 566 tiene ferme le competenze del professionista medico chirurgo "in materia di atti complessi e specialistici di prevenzione, diagnosi, cura e terapia". «Che si intende per atti complessi? Vuol dire che altri eseguono gli atti semplici e noi supervisioniamo oppure che ogni atto medico è la summa di processi decisionali e relazionali che si formano tra varie figure?» Secondo Apm, ci vuole un chiarimento interprofessionale «al quale l'articolo 22 del patto salute apriva e che la nuova formulazione non garantisce più. In particolare, va chiarita la leadership del medico, che ha alle spalle 6 anni di laurea e 5 di specializzazione, in ambiti chiave, dove la responsabilità è oggi sempre attribuita dal giudice al medico».
Mauro Miserendino

CARTELLO OMOFOBO DAVANTI A STUDIO ODONTOIATRICO. FERMA CONDANNA DELLA CAO NAZIONALE.

 Riportiamo in allegato il Comunicato Stampa della FNOMCeO dell'8 gennaio 2015.

Diritto Sanitario

CORTE DI CASSAZIONE - CIVILE: Professione del chiropratico - problemi di esenzione IVA 

La modifica normativa intervenuta nel 2007 non ha integrato gli elementi necessari per inserire la professione del chiropratico fra quelle sanitarie per le quali il legislatore ha inteso garantire il diritto all'esenzione IVA, se solo si considera che: a) nessuna disposizione è stata introdotta, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, secondo le linee indicate dalla disciplina in materia - D.P.R. n. 633 del 1972 e art. 13 sesta direttiva CEE come modificata dall'art. 132, p.1, lett. c) Dir. 112/2006/CEE, per qualificare la tipologia delle prestazioni sanitarie svolte dal chiropratico; b) la previsione normativa introdotta nell'anno 2007 non integra alcuno degli elementi previsti dal quadro di riferimento, nè disciplina i profili della professione in questione; c) il previsto regolamento di attuazione si rivela, quindi, indispensabile per la determinazione dei criteri definitori della professione stessa, non potendosi ritenere che la mera norma di principio introdotta nel 2007 risponda ai requisiti che l'ordinamento interno, in piena sintonia con il quadro normativo eurounitario, ha determinato per fruire del beneficio fiscale anzidetto.

CORTE DI CASSAZIONE-CIVILE: Medici ed obbligo di reperibilità nel giorno festivo.

FATTO: La Corte di Appello di Roma, confermando la sentenza del Tribunale di Cassino, rigettava l'opposizione dell'ASL di ---- avverso i decreti ingiuntivi emessi, su istanza dei lavoratori in epigrafe (medici ed operatori sanitari),a titolo di differenze retributive relative a giorni di riposo non goduto, avendo gli stessi prestato servizio di pronta reperibilità in giorni festivi. A base del decisum la Corte del merito poneva il rilievo fondante secondo il quale l'art. 18 del DPR n. 270 del 1987, richiamato dall'art. 44 n. 1 del CCNL del comparto sanità, così come l'art. 20 n.6 del CCNL area dirigenza medica,prevedeva che al dipendente - nel caso in cui la pronta disponibilità coincideva con una giornata festiva - spettava un riposo compensativo senza riduzione dell'orario di servizio settimanale e conseguentemente non si poteva dubitare del diritto dei lavoratori ad ottenere la compensazione monetaria afferente la mancata fruizione del riposo compensativo nelle giornate di pronta reperibilità per cui era causa.
D'altro canto, secondo la Corte territoriale,una diversa interpretazione della norma non avrebbe consentito al dipendente di beneficiare del previsto riposo compensativo da ritenersi comunque irrinunciabile a norma dagli artt. 36 Cost. e 2109 cc. Avverso questa sentenza la predetta ASL ricorre in cassazione sulla base di tre censure.
DIRITTO: La Corte di Cassazione ha rilevato che la reperibilità, prevista dalla disciplina collettiva, si configura come una prestazione strumentale ed accessoria qualitativamente diversa dalla prestazione di lavoro, consistendo nell’obbligo del lavoratore di porsi in condizione di essere prontamente rintracciato, fuori del proprio orario di lavoro, in vista di un'eventuale prestazione lavorativa; conseguentemente il servizio di reperibilità svolto nel giorno destinato al riposo settimanale limita soltanto, senza escluderlo del tutto, il godimento del riposo stesso e comporta il diritto ad un particolare trattamento economico aggiuntivo stabilito dalla contrattazione collettiva o, in mancanza, determinato dal giudice, mentre non comporta, salvo specifiche previsioni della contrattazione collettiva, il diritto ad un giorno di riposo compensativo, il cui riconoscimento, attesa la diversa incidenza sulle energie psicofisiche del lavoratore della disponibilità allo svolgimento della prestazione rispetto al lavoro effettivo, non può trarre origine dall'art. 36 della Costituzione, ma la cui mancata concessione è idonea ad integrare un'ipotesi di danno non patrimoniale (per usura psico-fisica) da fatto illecito o da inadempimento contrattuale, che è risarcibile in caso di pregiudizio concreto patito dal titolare dell'interesse leso, sul quale grava però l'onere della specifica deduzione e della prova (Cfr., ex plurimis, Cass., nn. 27477/2008; 14439/2011; 14288/2011; 11727/2013). (SENTENZA N. 26723/14).

CORTE DI CASSAZIONE-PENALE: Responsabilità medica - Morte del paziente a causa dell'esistenza di un aneurisma cerebrale.
Non risponde il medico che abbia adottato prescrizioni terapeutiche attendiste. La Corte di Cassazione ha ripetutamente chiarito che anche nell'ambito della causalità omissiva vale la regola di giudizio della ragionevole, umana certezza; e che tale apprezzamento va compiuto tenendo conto da un lato delle informazioni di carattere generalizzante afferenti al coefficiente probabilistico che assiste il carattere salvifico delle misure doverose appropriate, e dall'altro delle contingenze del caso concreto.
FATTO: Confermando la prima sentenza, la Corte d'appello di Milano ha affermato la responsabilità dell'imputata in epigrafe in ordine al reato di omicidio colposo in danno di F.A.; e la ha altresì condannata al risarcimento del danno nei confronti delle parti civili. Il fatto ritenuto dei giudici di merito è il seguente. La vittima giunse al reparto di neurologia della clinica privata Santa Rita di Milano essendo affetta da un grave aneurisma cerebrale. L'imputata, sanitario in servizio presso il nosocomio, non provvide a tutti i pertinenti approfondimenti diagnostici, non diede ricorso alle cure appropriate, non prese in esame la necessità di atto chirurgico, non valutò neppure la necessità di ricovero presso nosocomio attrezzato per il trattamento del caso. In esito a tale condotte sopravveniva la morte; dopo che la paziente era stata ricoverata in altro nosocomio. Di qui l'affermazione di responsabilità. Ricorrono per cassazione l'imputata ed il responsabile civile Istituto clinico Città studio. La sentenza impugnata considera che l'imputata ha commesso un grave errore diagnostico, non essendosi immediatamente avveduta dell'esistenza di aneurisma cranico, nonostante il risultato della TAC che ne dava quantomeno un sospetto,insieme a plurime manifestazioni come perdita di coscienza, stato confusionale, problemi neurologici, vomito. Tutto ciò avrebbe dovuto indurre ad ipotizzare come diagnosi differenziale l'origine della emorragia in un aneurisma.
DIRITTO: La Corte di Cassazione ha ripetutamente chiarito che anche nell'ambito della causalità omissiva vale la regola di giudizio della ragionevole, umana certezza; e che tale apprezzamento va compiuto tenendo conto da un lato delle informazioni di carattere generalizzante afferenti al coefficiente probabilistico che assiste il carattere salvifico delle misure doverose appropriate, e dall'altro delle contingenze del caso concreto. Nella fattispecie in esame tale apprezzamento non è stato correttamente compiuto. Le informazioni statiche prospettate dalla Corte di merito descrivono una situazione nella quale non emerge per nulla l'umana razionale certezza dell'effetto salvifico; ma anzi traspare che si è in presenza di una affezione gravissima, difficilmente governabile, nella quale il risanguinamento costituisce una eventualità per nulla rara ed altamente drammatica. E' soprattutto emerso che sia in caso di risanguinamento sia nell'eventualità che tale contingenza non si verifichi, le probabilità di salvezza sono limitate. Anche un intervento tempestivo ed appropriato al massimo non assicura il superamento della crisi. In tale situazione, in fatto nitidamente esposta dalla Corte d'appello, manca la possibilità di ritenere che con razionale, umana certezza l'evento sarebbe stato evitato da un atteggiamento terapeutico diverso. Manca in breve la prova del nesso causale; e non essendo controverse le contingenze fattuali che fondano tale giudizio, la sentenza va annullata senza rinvio perché il fatto non sussiste.

Area formativa

1° CONVEGNO INVERNALE "MEMORIAL PROF. FRANCESCA ADA MIOTTI" del sodalizio degli Odontoiatri, Odontostomatologi e Chirurghi Maxillo-Facciali Ospedalieri del Triveneto"
Il Convegno organizzato dalla SOOCMFOT si terrà presso la Sala Riunioni e Sala Convegni APT, 22 - 23 - 24 gennaio 2015
San Martino di Castrozza (TN) dalle ore 14:00 alle ore 20:00 SEGRETERIA SCIENTIFICA: dott. Franco Pittoritto Presidente Provinciale Udine SUSO, Consigliere Nazionale SUSO e SIOF 

SCADENZE CORSI FAD - FNOMCEO
- Audit clinico 2014 (riedizione del precedente corso scaduto l'8 settembre 2013) in modalità on-line: valido fino al 9 marzo 2015
- Il dolore: riconoscimento, valutazione e gestione: in modalità on-line: valido fino al 21 giugno 2015
- Governo clinico: innovazioni, monitoraggio, performance cliniche, formazione (riedizione del precedente corso scaduto il 14 giugno 2014): in modalità on-line e via fax: valido fino al 14 luglio 2015
- Salute e ambiente: aria, acqua e alimentazione: nelle modalità on-line e residenziale: valido fino al 17 ottobre 2015
- Programma nazionale valutazione esiti: come interpretare e usare i dati: nella modalità on-line: valido fino al 29 novembre 2015
- Ebola: nella modalità on-line: valido fino al 7 dicembre 2015 

FOCUS SUL CARCINOMA MAMMARIO. DALLA PARTE DELLE DONNE.
Il Convegno si terrà il 4 febbraio 2015 presso la Sala Ajace - Palazzo D’Aronco Via Nicolò Lionello, 3 Udine
RESPONSABILE SCIENTIFICO: Fabio Puglisi Oncologia Medica, Dipartimento di Oncologia, Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine, Dipartimento di Scienze Mediche e Biologiche, Università degli Studi di Udine
Comitato Scientifico: Alessandro Marco Minisini Dipartimento di Oncologia, Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine - Simon Spazzapan Oncologia Medica C, CRO di Aviano (PN) -
Segreteria Organizzativa Meeting di Sara Zanazzi, via Villalta 32 - 33100 Udine www.meetingsarazanazzi.it

MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO IN DIABETOLOGIA, NUTRIZIONE CLINICA E METABOLISMO.
Il Master è attivato su proposta del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute
Il corso ha durata biennale dal gennaio 2015 al dicembre 2016 per un totale di 60 crediti (1500 ore)
Il Master si propone di realizzare un percorso formativo finalizzato a raggiungere competenze per la gestione delle alterazioni metaboliche acute nel paziente ospedalizzato e per la gestione ambulatoriale e domiciliare delle alterazioni croniche stabilizzate. Il paziente ospedalizzato per patologia acuta in terapia intensiva, chirurgia, corsia medica o specialistica richiede una gestione integrata delle complicanze metaboliche, quali l’iperglicemia, la malnutrizione e le alterazioni lipidiche (per es., iperglicemia da trauma, infezione o post-chirurgica, sindrome da refeeding, pancreatite acuta, nutrizione artificiale, ecc.). Un approccio metabolico multidisciplinare integrato è inoltre indispensabile per i pazienti ambulatoriali (affetti per es. da diabete mellito o obesità) o per i pazienti a domicilio che ricevono nutrizione artificiale enterale o parenterale (per es, disfagia neurologica o sindrome da “intestino corto”).
La Direzione del Corso ha sede presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, UCO di Clinica Medica Generale e Terapia Medica, Ospedale di Cattinara - Strada di Fiume 447, 34149 Trieste. Recapiti: Tel. 040 399 4751/040-3994335/040399-4532, E-mail: gpercossi@units.it; biolo@units.it; robertasit@tiscali.it.

Ulteriori informazioni nel sito: Università degli studi di Trieste-didattica-postlauream-master Sito Internet www.units.it/master.

Via Brigata Casale, 19/B - Gorizia
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Eventi

1° CONVEGNO INVERNALE “MEMORIAL PROF. FRANCESCA ADA MIOTTI del sodalizio degli Odontoiatri, Odontostomatologi e Chirurghi Maxillo-Facciali Ospedalieri del Triveneto”
(Sala Riunioni e Sala Convegni APT - San Martino di Castrozza (TN), 22 - 23 - 24 gennaio 2015 )
SALUTE DONNA NEL MONDO
(Aula Magna dell'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, via dell'Istria, 65/1 , 17 dicembre 2014 )
GLAUCOMA. DALL’ALIMENTAZIONE ALLA CHIRURGIA. INCONTRO CON GLI ESPERTI.
(Fondazione CARIGO, via Carducci, 2 Gorizia , 12 dicembre 2014 alle ore 14.00 )
IDENTIFICAZIONE, DIAGNOSI PRECOCE DEI TUMORI POLMONARI E SORVEGLIANZA SANITARIA DEGLI EX ESPOSTI
(Aula Magna Palazzo Bo via 8 Febbraio, 2 Padova , 4 dicembre 2014 )
IL PROGRAMMA NAZIONALE ESITI. SUPPORTO ALLE ATTIVITA’ DI AUDIT CLINICO ED ORGANIZZATIVO.
(P.O. S. Polo di Monfalcone , 4 dicembre 2014 dalle ore 14.00 )

Bollettini

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Gorizia ed il fronte dell’Isonzo nella grande guerra

Leggi o scarica Gorizia ed il fronte dell’Isonzo nella grande guerra

bollettino

Bollettino 1/2014

Consulta o scarica il Bollettino n. 1 del 2014

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