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INDICAZIONI REGIONALI SU MALATTIA DA VIRUS EBOLA:

  Rimettiamo in allegato la nota della Regione FVG relativa all'implementazione della sorveglianza, case management e prevenzione della trasmissione della infezione da ebola in ambito assistenziale

PRIVACY: ARRIVA LA GdF IN AMBULATORIO.

Le infrazioni più frequenti sono state: trattamento di dati senza tutela o senza richiesta di consenso, omessa o inidonea informativa all”interessato, mancata adozione delle misure minime di sicurezza
La Guardia di Finanza ha in programma ispezioni, richieste dal Garante della Privacy, in studi di medici di famiglia e pediatri per verificare come siano gestiti e archiviati i dati sensibili, relativi a salute e vita sessuale degli assistiti. Nel primo semestre del 2014 ispezionando varie strutture sanitarie le Fiamme gialle hanno inflitto sanzioni per circa 2 milioni di euro e inviato all’autorità giudiziaria 24 segnalazioni. Come indica la Newsletter del Garante di settembre, da ispezioni e contestazioni, le infrazioni più frequenti sono state:
• trattamento di dati senza tutela o senza richiesta di consenso: reclusione 6-18 mesi ma se il fatto integra la comunicazione/diffusione del dato si sale a 24 mesi
• omessa o inidonea informativa all”interessato (art 161, sanzione fino a 36.000 euro),
• mancata adozione delle misure minime di sicurezza per mancato rispetto delle norme all’allegato B del Codice della Privacy: l’articolo 169 del Codice prevede reclusione fino a 24 mesi e obbligo a risarcire in caso di danni all’assistito.
Dopo l’uscita di scena del Documento programmatico sulla sicurezza, soppresso dal decreto legge 5 del 9/2/2012 art 45, l’allegato B non è rimasto un guscio vuoto. Le misure riportate dal Dps, relative alle tipologie di dati trattati in studio, titolari responsabili e incaricati, rischi, formazione, o volte a separare dati sensibili da quelli personali, vanno comunque prese, come ricordano recenti linee guida della Società italiana di Telemedicina coordinate dall’avvocato Chiara Rabbito (in questi giorni rappresentante SIT alla conferenza europea sull”e-Health, organizzata dal Ministero della Salute nel semestre di presidenza italiana Ue), «per evitare omissioni o dimenticanze che poi si potrebbero tradurre in penalità previste dalla legge»
Oltre a queste misure vanno osservate altre norme nel Codice della Privacy (dlgs 196/2003), tra cui: chiamata degli assistiti per numero di arrivo e mai per nome affinché nessun astante colleghi a un’identità uno stato di salute; nessuno nella stanza durante la visita se non sanitari e collaboratori; raccolta del consenso del paziente al trattamento dei suoi dati personali con annotazione della risposta, da ripetere se il medico da single passa in gruppo ed altri suoi colleghi possono richiamare sul gestionale i dati dell’assistito. Invece non si devono più velare i dati dei pazienti sulla ricetta perché non si fa più su carta ma c’è la spedizione elettronica nel sistema di accoglienza Sogei o regionale.
Infine, le procedure di salvataggio di dati sensibili e personali dei pazienti andrebbero attivate ogni settimana, la password cambiata ogni tre mesi (e dev’essere “forte”, cioè composta da lettere e numeri con composizione di almeno otto caratteri) i programmi di protezione antivirus aggiornati ogni sei mesi e ogni anno andrebbero verificate le funzioni attribuite agli incaricati, con regole scritte (ad esempio sulla conservazione dei supporti, dischetti etc e su cosa fare in assenza del collaboratore).  Mauro Miserendino 

CERTIFICATI SPORTIVI: ANCHE I TIROCINANTI MG POSSONO RILASCIARLI A PAGAMENTO. 

Anche i giovani sostituti dei medici di famiglia possono rilasciare i certificati sportivi, anamnestici, d’invalidità civile: lo sancisce una nota del ministero della Salute divulgata lo scorso mese dalla Fnomceo con comunicazione ai leader d’Ordine provinciale numero 76, con la quale per la prima volta si consente ai tirocinanti in medicina generale di effettuare attività libero professionali a latere della borsa di studio percepita per imparare a fare il medico di famiglia. A inibire tali attività era stato il decreto del Ministero della Salute 7 marzo 2006, lo stesso che vieta al medico del triennio di formazione specifica in medicina generale i rapporti di convenzione o contrattuali, anche temporanei, con strutture del Servizio sanitario o private. Secondo la nota ministeriale 12/8/2014 la ratio dei divieti è che il medico in formazione non deve avere attività distraenti, poiché preposto a «garantire la continuità del servizio assicurato dal medico di famiglia titolare ai propri assistiti allorché il medico sia impossibilitato a prestare la propria opera» (e non si trovino medici, ad esempio nella sua associazione, che lo sostituiscano). In effetti, la possibilità di rilasciare i certificati garantisce la continuità del servizio. Pertanto ad avviso della Direzione Generale Professioni del Ministero il tirocinante, oltre a poter svolgere tutte le attività in convenzione, incluso il rilascio di certificati gratuiti (malattia, riammissione scolastica e al lavoro, sportivi per la scuola) può rilasciare anche i certificati libero professionali facendoli pagare a tariffa libero professionale. Se però non sono inerenti a processi di diagnosi e cura, come accade per i certificati di invalidità civile ed assicurativi, deve caricare l’Iva. «E’ una precisazione che consente al medico in formazione di espletare durante le sostituzioni tutte le attività del medico di medicina generale, sia quelle previste dal contratto sia quelle che sono patrimonio della deontologia», dice Giulia Zonno segretario Fimmg formazione, che ricorda come nessun medico può esimersi quando gli arriva una richiesta, inclusa quella di un certificato».

L'ANTITRUST SANZIONA I MEDICI PER INTESA RESTRITTIVA DELLA CONCORRENZA.

BIANCO: RICORREREMO AL TAR 

cAntitrust sanziona i medici per intesa restrittiva della concorrenza, Bianco: ricorreremo al Tar
Una sanzione di 831.816 euro. A tanto ammonta la multa inflitta dall’Antitrust alla Federazione nazionale de
gli Ordini dei medici per un’intesa restrittiva della concorrenza. L’istruttoria, aperta un anno fa, è partita su segnalazione di singoli professionisti, studi odontoiatrici e di Groupon che hanno denunciato di essere stati soggetti a sanzioni disciplinari da parte di singoli Ordini dei medici e degli odontoiatri per aver violato le norme deontologiche facendosi pubblicità. Secondo l’Antitrust alcune delle disposizioni deontologiche previste in questi documenti, risultano idonee a limitare ingiustificatamente l’utilizzo dello strumento pubblicitario da parte degli iscritti agli Albi professionali. Significativi alcuni passaggi della sentenza nei quali si sottolinea che, secondo il diritto Antitrust “l’applicabilità ai servizi professionali della regole della concorrenza prescinde dalla tipologia della professione considerata e dal grado di rilevanza dell’interesse pubblico connesso all’esercizio della stessa” inoltre, aggiunge l’Antitrust “ i medici e gli odontoiatri, in quanto prestano stabilmente a titolo oneroso e in forma indipendente i propri servizi professionali, svolgono attività economica e possono essere quindi qualificati come imprese, ai sensi della normativa comunitaria a tutela della concorrenza, senza che la natura complessa e tecnica dei servizi da essa forniti e la circostanza che l’esercizio della loro professione è regolamentato siano tali da modificare questa conclusione”. In pratica il medico è un’impresa perché la professione che svolge costituisce un’attività economica. Per queste ragioni non si può disincentivare “il ricorso all’attività promozionale da parte degli iscritti”. A questo, continua l’Autorità garante della concorrenza e del libero mercato, si aggiunge il contesto normativo di forte liberalizzazione dei servizi professionali che esclude il comportamento anticoncorrenziale messo in campo da Fnomceo. Forte la perplessità del presidente Fnomceo Amedeo Bianco che annuncia l’inevitabile ricorso al Tar. «La lettura della sentenza merita una riflessione di carattere generale ma non si può negare che qualche problema ci sia» spiega Bianco. «Va detto che siamo stati giudicati dalla sezione manifatturiera e il nostro codice è stato valutato così. Restano forti perplessità» conclude Bianco sull’impianto generale e sul merito interpretativo».
Marco Malagutti

Riportiamo di seguito il Comunicato stampa del Presidente della FNOMCeO 



CONVEGNO NAZIONALE "MEDICI SENTINELLA PER L'AMBIENTE A TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI": 

Il Convegno organizzato dalla FNOMCeO in collaborazione con l'OMCeO di Udine si terrà a Udine il 17 e 18 ottobre 2014.

Rimettiamo in allegato il programma e la presentazione della FNOMCeO.

Diritto Sanitario

TRIBUNALE DI MILANO: Al paziente l'onere di provare l'errore medico. Sentenza storica. 

È il paziente a dover fornire le prove che c’è stato un errore medico e ha cinque anni per agire in giudizio anziché dieci: lo stabilisce una sentenza del giudice Patrizio Gattari, condivisa da tutta la prima sezione civile del Tribunale di Milano, che fa presagire un cambiamento epocale nelle cause civili di malasanità.
La sentenza si appella a un comma dell’articolo del Decreto Balduzzi, che si proponeva di porre freno al dilagare del contenzioso e al conseguente aumento del fenomeno della medicina difensiva: il medico «che si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve».
Secondo il Giudice di merito, tale norma impone una «rimeditazione del tradizionale orientamento giurisprudenziale che qualificava come contrattuale sia la responsabilità della struttura che quella dei sanitari che ivi operavano. Di conseguenza, in tema di responsabilità contrattuale, il danneggiato ha l’onere della prova degli elementi costitutivi di tale fatto illecito, del nesso di causalità del danno ingiusto e della imputabilità soggettiva».
«Si tratta di una sentenza storica – ha commentato Roberto Carlo Rossi, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano - che va anche in direzione di una maggior tutela dei pazienti e del servizio sanitario pubblico, perché fa venir meno alcune delle ragioni della cosiddetta medicina difensiva. A fronte di precedenti sentenze particolarmente onerose, che hanno fatto lievitare i premi assicurativi, infatti, molti medici non si sono più limitati a praticare solo le linee guida e le buone pratiche accreditate dalle comunità scientifica, ma si sono “difesi” richiedendo esami diagnostici non necessari per il paziente e particolarmente onerosi per il servizio sanitario, oppure si rifiutano di trattare i casi più complicati e a rischio denuncia».
Gli fa eco il presidente della Fesmed, Carmine Gigli: «Fa piacere segnalare questa sentenza per la rilevanza che assume per tutti coloro che si occupano di responsabilità professionale sanitaria».

CORTE DI CASSAZIONE - PENALE. L'anestesista deve garantire al paziente un buon risveglio.

Il Tribunale ha condannato il medico anestesista alla pena di anni uno di reclusione per il reato di rifiuto di atti d’ufficio, in quanto in servizio presso una struttura ospedaliera, incaricato di prestare la dovuta assistenza all'intervento chirurgico di adenotonsillectomia su un bambino di sei anni, si era allontanato subito dopo l'esecuzione del trattamento, senza attendere il regolare risveglio del piccolo paziente, senza accertarsi delle sue condizioni, senza lasciar detto dove andava e dove poteva essere rintracciato, lasciando il bimbo alla sola vigilanza delle infermiere, nei fatti quindi rifiutando un atto del suo ufficio che doveva essere compiuto senza ritardo per ragioni di sanità, rendendosi irreperibile ed irraggiungibile per oltre quaranta minuti, pur nella consapevolezza di avere lasciato senza la doverosa e cogente assistenza un paziente appena operato, oltre quaranta minuti durante i quali -a seguito dell'insorgere di serie complicanze respiratorie nel paziente - era stato insistentemente e reiteratamente cercato dai medici e dal centralino dell'ospedale. La Suprema Corte ha confermato la sentenza di condanna rigettando il ricorso proposto dall’imputato. Tenuto conto delle regole generali alle quali deve attenersi l’anestesista, sintetizzate nello specifico processo dal direttore del dipartimento di emergenza e della struttura complessa di anestesia e rianimazione, e, tra esse, quella di garantire al paziente un buon risveglio, il medico aveva indebitamente rifiutato atti del suo ufficio, allontanandosi subito dopo l'intervento chirurgico e omettendo, in violazione dei suoi obblighi di anestesista, di continuare a monitorare il paziente (tanto più che si trattava di un bambino che non era stato premedicato) e di intervenire tempestivamente alla vista dei sintomi di malessere manifestati dal bambino al risveglio dall'anestesia, somministrando il farmaco giusto che evitasse di cagionargli la crisi respiratoria verificatasi a seguito della somministrazione di un medicinale ad opera degli anestesisti sopraggiunti in sua sostituzione.

CORTE DI CASSAZIONE -CIVILE -sez. LAVORO: Danno alla professionalità del medico demansionato.

FATTO: Con sentenza non definitiva n. 171/03, il Tribunale di Belluno, nel confermare il provvedimento ex art. 700 cod. proc. civ., ordinava all'Unità locale socio sanitaria n. ---- di Feltre di reintegrare il Dott. G.M. nelle funzioni di dirigente medico di 1^ livello presso il Servizio di Pronto soccorso del Presidio Ospedaliero di -----, mansioni delle quali era stato privato a seguito del conferimento dell'incarico di responsabile del progetto di informatizzazione del Pronto Soccorso e delle procedure connesse. Con sentenza definitiva n. 130/09 il Tribunale respingeva le domande di danni proposte dal ricorrente in quanto non provate. Contro tale sentenza proponeva appello principale il Dott. G., mentre la sentenza non definitiva veniva impugnata, in via incidentale, dall'Unità socio sanitaria. Con sentenza depositata il 21 gennaio 2013, la Corte d'appello di Venezia dichiarava inammissibile l'appello incidentale e, in parziale accoglimento dell'appello principale, condannava l'Unità socio sanitaria, in relazione al periodo 6 aprile 1999 - 30 settembre 2000 ed esclusi i periodi in cui il rapporto aveva subito interruzioni, al risarcimento del danno professionale subito dal Dott. G., commisurato mensilmente al 30% dell'ultima retribuzione globale di fatto percepita dal medesimo. Rigettava la richiesta di ulteriori danni. Contro questa sentenza ricorre per cassazione il Dott. G. sulla base di un solo motivo. Resiste con controricorso la Unità socio sanitaria, proponendo ricorso incidentale, affidato a due motivi.
DIRITTO: La Corte di merito non ha ritenuto, diversamente da quanto sostenuto dalla Unità socio sanitaria, che il danno alla professionalità fosse in re ipsa, ma ha affermato che tale danno fosse stato dimostrato attraverso la prova per presunzioni, desunta dal tipo di incarico conferito al Dott. G., nominato responsabile del progetto di informatizzazione del Pronto Soccorso, incarico che, impedendogli di continuare a svolgere la professione medica, obiettivamente comportava un impoverimento della sua capacità professionale e gli precludeva di acquisirne una maggiore, con progressiva perdita delle conoscenze acquisite. Inoltre il predetto incarico gli procurava un notevole danno all'immagine, desumibile dal "raffronto tra l'elevata qualifica posseduta e il concreto "confinamento" in compiti affatto diversi e concretizzatosi nella totale esclusione del Dott. G. dall'effettivo svolgimento di attività clinica". Pertanto la scelta dell’ASL di adibire il medico a mansioni diverse si pone "in contrasto con il diritto del dirigente medico a non essere escluso dall'effettivo svolgimento di attività clinica, che costituisce il nucleo qualificante della propria professionalità". (sentenza nr. 19778/14). 

Area formativa

IL PASSAGGIO GENERAZIONALE E LA PROTEZIONE DEL TERRITORIO. QUALE APPROCCIO ADOTTARE PER AFFRONTARE SCELTE E DECISIONI CHE POSSONO CONDIZIONARE IL NOSTRO FUTURO.
Il convegno organizzato dall'ANDI si terrà il 25 ottobre 2014 a Udine presso il Centro Culturale delle Grazie, via Pracchiuso, 21.

SALUTE E COMUNICAZIONE IN MEDICINA: IL RUOLO DELLA MEDIAZIONE TRANSCULTURALE, ESPERIENZE E PROGETTI

Il convegno organizzato dalla SIMM in collaborazione con GrIS FVG si terrà il 29 ottobre 2014 presso la sala conferenze dell'OMCeO di Udine, Viale Diaz, 30

 

RISCHIO BIOLOGICO E LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO IN ODONTOIATRIA - LA SALUTE ORALE NELLA RICERCA DELL'ECCELLENZA.

Il VI Congresso nazionale SOCI si terrà il 7 e 8 novembre 2014 a Udine presso il Palazzo del Castello del Parlamento.

CUORE, RENE, POLMONE E DEVICES. DALLA SCOMPENSO AL COMPENSO, DALL'OSPEDALE AL TERRITORIO 

Il Convegno si terrà in data 13 novembre 2014 presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, via Carducci, 2 Gorizia.

5° Corso Interregionale medico-infermieristico di Neurologia. LE TERAPIE DELLE MALATTIE NEUROLOGICHE IN FASE DI ESITO ED IN FASE CRONICA.

Il convegno si terrà a Gorizia venerdì 17 OTTOBRE 2014 dalle ore 8.30 presso Palazzo Attems.

E' stata anticipata la GUARDIA MEDICA da sabato 18 a venerdì 17 ottobre per poter consentire ai MMG di parteciparvi.
convegno si terrà.

Attualità

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Elezioni Ordinistiche Triennio 2015-2017. Convocazioni

Le elezioni per il rinnovo delle cariche ordinistiche triennio 2015-2017 si terranno presso la sede dell’Ordine sabato 22, domenica 23 e lunedì 24 novembre 2014 dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Vi preghiamo di partecipare per esprimere il Vostro voto e garantire il raggiungimento del quorum.

Eventi

QUARTO LABORATORIO DI BIOETICA SUL FINE VITA.
(Sala Consiliare - Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli , 18 e 25 novembre e 1, 4 e 5 dicembre 2014.)
SOTTO IL SEGNO DI IPPOCRATE. LE COLLEZIONI DI TRE MEDICI.
(Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, 8 novembre 2014 alle ore 11.30)
CUORE, RENE, POLMONE E DEVICES. DALLA SCOMPENSO AL COMPENSO, DALL’OSPEDALE AL TERRITORIO
(Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, via Carducci, 2 Gorizia., 13 novembre 2014 )
RISCHIO BIOLOGICO E LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO IN ODONTOIATRIA – LA SALUTE ORALE NELLA RICERCA DELL’ECCELLENZA.
(Palazzo del Castello, Udine, 7 e 8 novembre 2014 )
SALUTE E COMUNICAZIONE IN MEDICINA: IL RUOLO DELLA MEDIAZIONE TRANSCULTURALE, ESPERIENZE E PROGETTI
(sala conferenze dell'OMCeO di Udine, Viale Diaz, 30, 29 ottobre 2014 )

Bollettini

cop_2_2012

Bollettino 2/2012

Consulta o scarica il Bollettino n. 2 del 2012

cop_1_2012

Bollettino 1/2012

Consulta o scarica il Bollettino n. 1 del 2012

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