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Attualità

Donazione del corpo post mortem a fini di studio e ricerca scientifica. Il Senato approva Ddl

Con 220 voti favorevoli, nessun contrario e 1 astenuto l’Assemblea del Senato ha approvato il Ddl “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, formazione e di ricerca scientifica” Il testo passa ora alla Camera.Il provvedimento approvato si compone di 9 articoli, a partire dal primo, che chiarisce che le norme riguardano l’utilizzo a fini di studio e di ricerca scientifica del corpo umano e dei tessuti di persone delle quali sia stata accertata la morte nelle forme di legge e che abbiano espresso in vita il loro consenso. Il ministro della Salute dovrà promuovere, nel rispetto di una libera e consapevole scelta, iniziative di informazione dirette a diffondere tra i cittadini la conoscenza della possibilità di manifestare il consenso per la donazione del proprio corpo post mortem. Le regioni e le aziende sanitarie locali sono chiamate ad adottare iniziative per informare dei contenuti della legge i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i medici delle strutture sanitarie pubbliche e private e i cittadini. La manifestazione del consenso alla donazione del proprio corpo post mortem è previsto che avvenga mediante una dichiarazione redatta nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata. Per i minori di età, il consenso all’utilizzo del corpo e dei tessuti post mortem deve essere manifestato nelle stesse forme da entrambi i genitori. E’ previsto inoltre l’utilizzo di una banca dati nazionale, il cosiddetto sistema informativo dei trapianti.
Una copia della dichiarazione di consenso dei donatori deve essere consegnata al centro di riferimento competente per territorio, da individuarsi ai sensi dell’articolo I centri di riferimento che hanno ricevuto in consegna la salma debbano restituirla alla famiglia, in condizioni dignitose, entro due anni dalla data della consegna. Le spese per il trasporto della salma dal decesso fino alla restituzione, quelle relative alla tumulazione o all’eventuale cremazione sono a carico – entro il limite massimo stabilito dall’articolo 8 – delle istituzioni in cui hanno sede i centri di riferimento che hanno utilizzato la salma. L’articolo 6 stabilisce che l’utilizzo del corpo umano e dei tessuti post mortem non può avere fini di lucro e che eventuali donazioni di denaro effettuate da privati per essere destinate a fini di studio e di ricerca scientifica mediante l’uso di salme o derivanti dalla finalizzazione di progetti di ricerca sono destinate alla gestione dei centri di riferimento. Un provvedimento «importante – ha sottolineato Giuseppe Pisani (M5S), il relatore del provvedimento – che punta a migliorare la formazione dei giovani medici. Prevediamo la possibilità per i cittadini di donare, a strutture sanitarie preposte, il proprio corpo dopo la morte. Questo permetterà sostanzialmente di regolamentare la dissezione dei cadaveri a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica, pratica indispensabile per tutta la medicina e soprattutto per l’esercizio della chirurgia. Per gli studenti di medicina e chirurgia è molto importante fare pratica di dissezione sul corpo umano ai fini di un corretto apprendimento dell’amato mia della specie umana, così come lo è anche per i medici in formazione specialistica, prevalentemente nelle branche chirurgiche». «Lo studio sul cadavere è di fondamentale importanza in campo chirurgico, sia per la pratica corrente che per la messa a punto di interventi particolarmente complessi, che, ancora, per la sperimentazione di nuovi approcci medici, di nuove tecniche chirurgiche e anche di nuove tecnologie. All’estero è una pratica molto diffusa, in Italia, invece – conclude – il numero di donazioni del cadavere è limitatissimo perché la normativa vigente non è del tutto chiara né esaustiva. Approvando questo testo aiutiamo i giovani chirurghi, la formazione, la ricerca e il progresso colmando un vuoto legislativo importante».

Doctor 33 – 30 aprile 2019

30 Aprile 2019