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Attualità

Bancomat obbligatorio, si torna a parlare di obbligo e sanzioni per i medici. Ecco le novità

Si torna a parlare del lettore bancomat obbligatorio negli studi medici. Uno strumento che si va facendo largo soprattutto tra i giovani ma per chi ha poca attività libero professionale ha poco appeal. L’intento è nuovamente sanzionare i professionisti che negano la prestazione, cioè il pagamento con carta di credito e bancomat. A margine dell’Assemblea Generale Onu il Premier Giuseppe Conte ha evocato un “patto con i contribuenti” e “meccanismi incentivanti della moneta elettronica”. Al momento per il professionista che non disponesse di lettore bancomat portatile o installato non ci sono sanzioni: a giugno 2018 il Consiglio di Stato ha bocciato un decreto che le istituiva, 30 euro per operazione negata, perché si trattava di un decreto attuativo e solo la legge, fonte di rango superiore, può imporre misure amministrative punitive. Questa volta il governo a guida Movimento 5 Stelle-Pd pensa di attivare la Finanziaria 2020 o un collegato, inserendo il “point of sale” all’interno di un pacchetto di misure che potrebbero portare a un cambiamento “senza precedenti” nel rapporto tra gli italiani e i soldi. Tra le nuove norme di cui si vocifera, tanto per dire, ce ne sarebbe una rivolta a introdurre il collegamento della carta d’identità -utilizzabile come carta di credito – ai conti bancari, un’altra favorevole alla detraibilità di spese di manutenzione per la casa (come l’idraulico) o delle ripetizioni per l’alunno, persino un credito d’imposta pari o quasi al costo della commissione per chi fa acquisti con la carta di credito. E ancora: sarebbe allo studio del Ministero dell’Economia l’ipotesi di azzerare le commissioni sulle spese fino a 5 euro fatte con carta di credito e di ridurle di molto per spese fino a 25 euro. Le spese per lo stato dovrebbero essere coperte dai risparmi cagionati da minori detrazioni per altre voci.
Le sanzioni – L’obbligo di Pos fu introdotto dal decreto sviluppo 221 del 2012 che imponeva misure sfavorevoli all’utilizzo dei contanti; all’inizio l’obbligo di tenere il lettore Bancomat era per redditi sopra 200 mila euro e per transazioni sopra i 30 euro, dal giugno 2014 il primo tetto cadde. L’apparato sanzionatorio però mancava. A settembre 2017 fu varato un decreto che legava le sanzioni, 30 euro non al mancato possesso di lettore bancomat, ma al rifiuto di moneta con regolare corso legale. Fu creato un “link” all’articolo 693 del codice penale e fu inserita la sanzione di 30 euro; ma non bastò nemmeno il riferimento in finanziaria per convincere il consiglio di stato che l’iter fosse ineccepibile. In ogni caso l “point of sale” si sono moltiplicati, anche tra i medici.
I costi – L’Italia è uno dei paesi europei dove il Pos è più diffuso, ce ne sono 52 per mille abitanti; anche se con un pagamento con carta ogni sei giorni pro capite, dato Bce, siamo tra gli europei più legati al contante.Le tecnologie in questi anni hanno abbattuto le spese, cifre inizialmente citate come 500-1000 euro sono ormai lontane. Oggi i costi d’installazione per un fisso dichiarati da tre banche importanti sul web sono intorno a 30-50 euro tecnico incluso. Ma il lettore è anche portatile e in tal caso in genere si acquista e poi basta collegarlo a un cellulare e si azzerano sia il costo di installazione sia quello del contratto. Quanto al costo delle singole transazioni, in molti contratti diminuisce all’aumentare del numero di operazioni. Nelle offerte di alcuni operatori, il pagamento della transazione assorbe quello del canone. Le commissioni sono intorno al 2%, qualcosa più o meno, del valore di ogni singola operazione. Il regolamento 751/2015 del Consiglio Europeo impone tetti sulle commissioni per la carta di credito (massimo 0,3% della transazione) e per il bancomat (massimo 0,2%) per agevolare gli esercenti; e i singoli stati membri possono pure fissare tetti inferiori. Le soglie citate però si applicano alle Interchange Fee, riguardano chi emette le carte e sono una parte del costo dell’operazione, mentre non riguardano le commissioni che il professionista paga al proprio fornitore. l governo potrebbe incidere su quest’ultimo margine.

Mauro Miserendino – Doctornews 26 settembre 2019

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30 Settembre 2019