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Pos professionisti, obbligo da luglio 2020. Inasprite le pene per gli evasori

Professione | Redazione DottNet | 24/10/2019 18:06

Confermate le sanzioni per chi non accetta i pagamenti con le carte.

Confermato il Pos per i professionisti e, come già anticipato da Dottnet, con le sanzioni che slittano al primo luglio 2020 che chi rifiuta il pagamento con il bancomat. Sempre da luglio sarà obbligatorio l’abbassamento della soglia contanti da 3 mila euro a 2 mila euro.  Per quel che riguarda l’uso del pos, la sanzione prevista per chi non accetta i pagamenti digitali è confermata in 30 euro più il 4% del valore della transazione. Nella relazione illustrativa del dl fisco viene ricordato che l’obbligo di accettare pagamenti con carta riguarda “qualsiasi importo” e non più solo quelli oltre i 30 euro, come previsto da una norma del 2014. Per quanto riguarda i medici, giova ricordare che l’obbligo di tenere la macchinetta in studio è previsto da 5 anni

Intanto arriva un inasprimento del carcere per i grandi evasori, che scatta per alcuni reati superati i 100mila euro di imposta evasa, e un generale abbassamento delle soglie oltre le quali i reati tributari diventano perseguibili penalmente. Lo prevede un pacchetto di misure inserite nell’ultima bozza del decreto fiscale che interviene quindi non solo sul carcere (nei casi più gravi si rischiano da 4 a 8 anni) ma anche sulle soglie, che erano state innalzate dal governo Renzi. Il pacchetto entrerà in vigore “15 giorni dopo la conversione del decreto legge”.

Nel dettaglio, per la dichiarazione fraudolenta con fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, la pena passa va da 4 a 8 anni di carcere quando la somma evasa superi i 100mila euro. Se “gli elementi passivi fittizi” sono inferiori resta il carcere da un anno e sei mesi fino a 6 anni. La pena è inasprita allo stesso modo anche per chi emette fatture o documenti per consentire ad altri l’evasione. Il carcere aumenta anche per la frode “mediante altri artifici”, (minimo 3 massimo 8 anni) per la dichiarazione infedele (passa da 1 a 3 anni a un minimo di 2 a un massimo di 5 anni). In questo caso cambia anche la soglia dell’imposta evasa, che scende da 150 a 100mila euro, e l’ammontare sottratto all’imposizione fiscale che passa da tre a due milioni di euro. Per la dichiarazione infedele salta anche l’esenzione dal penale quando la dichiarazione si discosti per meno del 10% da quella corretta. Stretta anche sull’omessa dichiarazione per cui si rischierà da da 2 a 6 anni di carcere (ora si prevede la reclusione da 1 anno e sei mesi a 4 anni). Vale anche per la dichiarazione dei sostituti d’imposta, ferma restando la soglia dell’omissione a 50mila euro. Cresce la pena anche per chi occulta o distrugge documenti contabili (si rischia da 3 a 7 anni). Infine, cambia la soglia oltre la quale il reato diventa penale per chi non versa le ritenute (da 150mila a 100mila euro) e per gli omessi versamenti Iva (da 250mila a 150mila euro).

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30 Ottobre 2019