Ordine dei Medici
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Informazioni dell’Ordine 05/05/2016


In primo piano

ISTITUZIONE DEL POLO UNICO PER LA MEDICINA FISCALE 

Pubblichiamo di seguito la Comunicazione n. 50 della FNOMCeO sul tema.

QUOTA A dell’ENPAM – I BOLLETTINI ARRIVANO IN RITARDO. ECCO COME REGOLARSI PER I PAGAMENTI.

È la quota che pagano tutti i medici e dentisti, la più nota. Ma è anche quella di cui in genere, per via degli esborsi abbastanza contenuti, si parla meno. Ora però la quota A finisce in cronaca. Per due motivi: primo i bollettini ancora targati Equitalia stanno arrivando in ritardo ai medici e il pagamento della prima rata che doveva avvenire entro aprile si posticipa in maggio. Il secondo motivo è sempre dovuto all’accordo con Equitalia Nord, la cui disdetta avvenuta pochi mesi fa è all’origine del velocizzarsi delle richieste di primo pagamento ai giovani neoiscritti all’Ordine. Fino all’anno scorso chi si abilitava, anche presto, a febbraio, si iscriveva subito e quasi sempre pagava la quota l’anno dopo perché i bollettini non arrivavano in tempo; ora arrivano eccome e il rappresentante eletto di quota A in assemblea nazionale Andrea Silenzi ha scritto al presidente della Fondazione Alberto Oliveti per fargli notare che non sempre il neoiscritto all’ordine ha denaro da anticipare.
Rinvio pagamenti – La quota A "fa" pensione ma copre anche spese
diverse: ad esempio, 59 euro di contributo di gravidanza, maternità e aborto dell’iscritta. E’ scaglionata per età anagrafica. I giovani pagano euro 271,88 fino a 30 anni, euro 472,21 dai 30 ai 35, euro 834,42 dai 35 ai 40 e la quota intera di euro 1491,06 dopo i 40 anni è dovuta da tutti i medici abilitati quale che sia il contratto che avranno. Si versa con domiciliazione del pagamento o previo ricevimento del bollettino in unica soluzione ogni 30 aprile, oppure in quattro rate con scadenza 30 aprile, 30 giugno, 30 settembre e 30 novembre. Se non si esprime una preferenza tra i piani di pagamento, il sistema sceglie il numero di rate più alto.

Rilevato il ritardo sui bollettini, la Fondazione concede quest’anno di pagare entro i 15 giorni dall’arrivo di questi ultimi a domicilio del medico. Ma sottolinea che l’iscritto può scaricare il bollettino accedendo all’area riservata: chi aveva la domiciliazione con Equitalia riceverà una lettera di istruzioni per accedere alla registrazione agevolata. Gli altri invece possono fare la registrazione tradizionale. Le istruzioni sono al sito nella sezione Comefareper.

Quote "anticipate" – In alcuni ordini, gli abilitati a febbraio e neoiscritti stanno ricevendo la richiesta di pagare subito la quota, in altri no. Prima i bollettini arrivavano l’anno dopo. Silenzi, tramite l’Associazione Italiana Giovani Medici – Sigm che presiede, rileva nelle ultime settimane «un’eterogenea e non chiara richiesta di versamenti dei contributi di Quota A indirizzata ai colleghi neoabilitati iscritti agli Ordini». Questi ultimi, contattati per delucidazioni, hanno dato «spiegazioni spesso discordanti». Silenzi sottolinea che i giovani colleghi, non ancora inseriti in una
prospettiva lavorativa, non hanno modo di farsi carico dei contributi in Quota A e chiede il posticipo al 2017 della contribuzione. Gli risponde l’Osservatorio Giovani Enpam, organo consultivo dell’Assemblea nazionale: con la gestione Equitalia Nord gli Omceo segnalavano ad Enpam la nuova iscrizione e la Fondazione girava il dato a Equitalia; il passaggio in più implicava ritardi di mesi nella consegna dei bollettini. «Da questa anomalia è scaturita la convinzione che il neoabilitato non paga mai il primo anno di iscrizione all’Enpam nell’anno corrente, ma dall’anno successivo, insieme al conguaglio di quanto dovuto fin dal mese seguente l’iscrizione all’Albo». Per inciso, osservano in Enpam, molti neoiscritti – non sempre giovani e quindi soggetti ad una tassa più alta- si lamentavano di dover pagare nello stesso anno quota e conguaglio dell’anno prima. Ora in teoria chi si iscrive il 1° marzo se l’ordine comunica subito i suoi dati riceve il bollettino entro aprile. Per altre info: www.enpam.it/domande-e-risposte-sui-bollettini-di-quota-a

ELEZIONI ONAOSI. IN CAMPO DUE LISTE.

Una busta per votare la lista, chiusa, dentro un’altra che attesta il voto: entro il 17 maggio alle 15, i 163 mila iscritti all’Onaosi, l’Opera nazionale assistenza orfani dei sanitari italiani, dovranno aver spedito alla sede di Perugia le loro preferenze per il rinnovo delle cariche elettive della Fondazione. Per ognuna delle quattro categorie – tre di dipendenti Ssn e cioè medici-odontoiatri, farmacisti e veterinari e una "mista" di contribuenti volontari – si presentano due liste: da una parte i sindacati più rappresentativi delle rispettive categorie, uniti, e dall’altra il Caduceo che raggruppa gli ex studenti ai convitti dell’Opera. La Fondazione guidata da 5 anni da Serafino Zucchelli, già presidente Anaao, ha per mission il sostegno e la formazione dalle scuole elementari all’università sia degli orfani dei sanitari sia, in talune condizioni, dei figli di contribuenti in vita; inoltre sostiene i contribuenti stessi in condizioni di vulnerabilità e non autosufficienza.
Le precedenti elezioni sono avvenute nel 2011 e per la prima volta sono scesi in campo gli ex studenti rappresentati nel Caduceo che hanno preso il 30% dei voti, anche quest’anno sono guidati da Marina Onorato, medico in Perugia, che spiega: «Il nostro, creato nell’800, negli anni Ottanta era stato definito ente inutile, stava per essere soppresso, poi il parlamento votò sotto la spinta unitaria del mondo medico la sopravvivenza e da allora si sono succedute ottime amministrazioni, anche se nell’ultima si sono mostrati estemporaneità ed indirizzi preoccupanti come quello di inserire nello statuto, 5 mesi fa, all’articolo 1 la possibilità per Onaosi di associarsi ad altri enti previdenziali. Ora, con i suoi 450 milioni di patrimonio, Onaosi che è ente di assistenza, "sparisce" letteralmente di fronte a un Enpam da 15 miliardi che è ente di previdenza. Al nuovo articolato devono ancora dare l’ok i ministeri vigilanti, per noi del Caduceo – spiega Onorato – è un "vulnus". Così come avrebbe rappresentato un problema trasferire l’ente da Perugia, dove ha strutture per la formazione dai 6 anni in su e dà reddito a 200 famiglie (oltre a indirizzare 400 diplomati/anno al locale ateneo), a Roma, avvicinandolo di fatto proprio ad Enpam.
Eppure una tale proposta a giugno 2015 fu fatta e sarebbe passata se noi del Caduceo non avessimo osservato che non era all’ordine del giorno. Noi diciamo che il fine dell’ente non è gestire il patrimonio ma provvedere con esso nelle sedi in tutta Italia all’educazione dei giovani, in primis degli orfani senza risorse, indirizzandoli ai collegi che hanno la funzione di scuole superiori o attribuendo loro un assegno per pagarsi gli studi, e subito dopo mettendo a disposizione di ex medici farmacisti veterinari anziani rimasti soli strutture dedicate a cominciare da quella di Montebello in Perugia, fin qui gestita esternamente. Oggi Onaosi va in attivo solo grazie al rendimento del patrimonio, noi vorremmo trovare strade per garantirle più tranquillità e snellire i costi di CdI e Cda, in tutto un milione di euro di cui si potrebbe risparmiare il 60-70%».
La lista del Caduceo ha ricevuto tra gli altri il sostegno esplicito di Franco Moriconi rettore dell’Università di Perugia, e di Federspev la federazione dei sanitari pensionati e vedove il cui vicepresidente nazionale Marco Perelli Ercolini spiega: «Abbracciamo l’intenzione di questa lista di allargare le tutele anche a sanitari anziani poco abbienti e con disabilità, tanto più in quanto espressa dal Caduceo, da giovani che sono stati portati alla professione proprio da Onaosi e non solo apprezzano l’istituzione ma ne conoscono a fondo le problematiche».

Elezioni Onaosi. Intervista a Serafino Zucchelli, presidente al secondo mandato.

Patrimonio cresciuto, conti in ordine, compensi degli amministratori ridotti, un fondo da 300 mila euro per i contributi a figli disabili, uno da 500 mila euro per i fragili, assegni a chi è in condizioni di disagio economico e professionale, nuovi collegi a Torino Milano e Napoli: è il biglietto da visita della squadra che ha governato in questi 5 anni Onaosi e che ora per i medici candida nella lista Unitiperonaosi rappresentanti di tutti i principali sindacati della dipendenza e Serafino Zucchelli presidente al secondo mandato. Già leader Anaao e sottosegretario alla Salute, Zucchelli conferma: «Siamo quelli che nel 2007 abbiamo combattuto per salvare l’ente, lo abbiamo governato in questi anni, la lista comprende anche Ugl e Medici Cattolici e altri».
Una formula vincente?
«Esprime continuità con un pensiero. Da sottosegretario nel 2007 sotto la presidenza di Aristide Paci riuscimmo a tirare fuori l’ente da una polveriera. La legge che nel 2003 aveva dichiarato obbligatorio il contributo per tutti gli iscritti all’Albo aveva incontrato resistenze in molti convenzionati, e doveva ancora arrivare la crisi economica, che oggi dimostra come sia utile il nostro ente per i sanitari in difficoltà. Riuscimmo a far scrivere tre cose: primo, l’ente restava a tutela degli orfani, ma intanto cresceva l’esigenza di far fronte alla non autosufficienza, un fenomeno che riguarda il 15% dei pensionati, e inserimmo questo secondo obiettivo nella legge e nello statuto, insieme all’elezione diretta, l’iscritto elegge direttamente chi lo governa. Oggi i medici in difficoltà crescono di anno in anno, e noi a fronte di un contributo di 7 euro netti mensili gestiamo un Welfare con 43 milioni in cassa di cui solo 22 di contributi e 20 di rendite da capitale mobiliare e plusvalenze, tutte generate investendo in titoli di stato. Certo, se avessimo il doppio come negli anni 2003-07 faremmo di più».
È vero che una modifica al nuovo statuto porta l’Onaosi in orbita Enpam?
«Noi chiediamo all’Enpam di cogestire certi servizi. La Fondazione è un colosso da 17 miliardi di patrimonio contro i nostri 450 milioni, calibrato su convenzionati e liberi professionisti, come invece noi lo siamo verso i dipendenti. In statuto Enpam però oltre alla previdenza c’è l’assistenza; e contribuiscono anche medici e odontoiatri dipendenti con versamenti annuali in media da un migliaio di euro che si trasformano in una pensioncina -ad esempio io prendo 150 euro. Noi abbiamo proposto di diminuire a 300 euro il versamento dei dipendenti e di convogliarlo nell’Onaosi per garantire tutela ai non autosufficienti. Non potendo in prima battuta realizzare ciò, nel nuovo statuto diamo a Onaosi la chance di dar vita a rapporti con altri enti del mondo sanitario. Si parla di una potenzialità, non di un fatto compiuto».
Per le casse private c’è anche una richiesta del governo di investire in grandi opere.
«Noi abbiamo investito in titoli di stato 280 milioni. Non scordo che Onaosi si è vista riconoscere valore e funzione nel 2012 dal Parlamento, con la legge Balduzzi che ci ha dato la chance di spazzare via 10 mila contenziosi che eravamo stati costretti a intraprendere con chi non voleva pagare. Si è sancito che non potevamo obbligare i contribuenti a versare e che chi aveva versato non poteva chiedere indietro le somme. In ogni caso, la legge dello stato impegna Onaosi a garantire agli iscritti il frutto dei loro contributi. Così faremo. Se andar si deve verso "grandi obiettivi", in ogni caso, realizzare una collaborazione con le casse private non significa rinunciare ad esistere».
Volevate andare via da Perugia? A Roma?
«Nel nuovo statuto la sede resta Perugia e tra gli obiettivi della lista c’è il potenziamento delle strutture di Perugia. Il trasferimento fu un desiderio di un componente di maggioranza del Consiglio, ma dal quale lo stesso ha desistito».
Tra 5 anni come vorrebbe vedere l’Onaosi?
«Utile alla categoria, lo Stato non tutela gli autosufficienti, il governo Prodi mise 400 milioni un anno, 200 l’anno dopo ma poi il Fondo non è stato alimentato e oggi l’assistenza a questi pazienti è a carico di comuni depauperati cui sono stati tolti i contributi statali. Noi vorremmo offrire allo stato un patto: tu ci detassi, ci togli qualcosa come l’Irap che versiamo inopinatamente per ogni assegno che mandiamo agli orfani, e noi medici faremo da soli il nostro Welfare».
Rossella Gemma

ALLERGIE E INTOLLERANZE ALIMENTARI:

Il Corso Fad-FNOMCeO organizzato in modalità residenziale dall’Ordine dei Medici di Gorizia  si terrà presso l’Auditorium del P.O. S. Polo di Monfalcone (GO) – via Galvani 1 SABATO 7 MAGGIO 2016 dalle 9.00 alle 14.00.

Sono disponibili ancora 10 posti.

Dà diritto a 10 CF ECM per l’anno 2016.

E’ obbligatoria la preiscrizione alla segreteria dell’Ordine via e-mail (info@ordinemedici-go.it) o via FAX (0481-534993)

E’ stato concesso l’anticipo della Guardia Medica alle ore 8.00

Diritto Sanitario

CORTE DI CASSAZIONE – PENALE: Allergia alle protesi dentarie. Assoluzione del professionista imputato. 

Definitivamente ribaltata la sentenza di primo grado con la quale il Tribunale aveva condannato il sanitario alla pena di giustizia oltre al risarcimento dei danni nei confronti della parte civile in relazione al reato di lesioni personali colpose ai danni di una paziente. All’imputato era stata originariamente contestata la condotta colposa consistita nella asserita violazione dei tradizionali parametri della colpa generica, poiché installando numerose protesi dentarie a base di nichel, consapevole della specifica allergia a tale metallo, causava una dermatite allergica dalla quale derivavano lesioni personali gravi.
Già la Corte d’appello in riforma della sentenza di primo grado aveva assolto l’imputato dal reato ascrittogli perché il fatto non costituisce reato. La Suprema Corte, nel confermare l’assoluzione del professionista ha modificato la formula di proscioglimento precedentemente adottata sostituendola con quella perché "il fatto non sussiste". Si è confermato innanzitutto il ragionamento seguito dalla Corte territoriale circa la mancanza di una prova certa in ordine alla circostanza che le protesi posizionate fossero al nichel, ma soprattutto in relazione alla dedotta lacunosità della prova del nesso di causalità tra le lesioni denunciate dalla paziente e il posizionamento delle corone anche in considerazione della sussistenza di altre patologie compatibili con le lesioni. (Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net)

CORTE DI CASSAZIONE – CIVILE: Convivenza more uxorio. Limiti per richiedere il danno non patrimoniale da morte.

Il rapporto affettivo tra il figlio del partner e il compagno del suo genitore può dirsi rilevante per il diritto quando si inserisca in quella rete di rapporti che sinteticamente viene qualificata come famiglia di fatto. Solo in questo caso, infatti, può dirsi costituita una "formazione sociale" ai sensi dell’art. 2 Cost., come tale meritevole di tutela anche sotto il profilo risarcitorio. Una famiglia di fatto, ovviamente, non sussiste sol perché delle persone convivano. La sussistenza di essa può desumersi solo da una serie cospicua di indici presuntivi: la risalenza della convivenza, la diuturnitas delle frequentazioni, il mutuum adiutorium, l’assunzione concreta, da parte del genitore de facto, di tutti gli oneri, i doveri e le potestà incombenti sul genitore de iure.
La sofferenza provata dal convivente more uxorio, in conseguenza dell’uccisione del figlio unilaterale del partner, è un danno non patrimoniale risarcibile soltanto se sia dedotto e dimostrato che tra la vittima e l’attore sussistesse un rapporto familiare di fatto, che non si esaurisce nella mera convivenza, ma consiste in una relazione affettiva stabile, duratura, risalente e sotto ogni aspetto coincidente con quella naturalmente scaturente dalla filiazione. (Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net)

I CRITERI DA SEGUIRE PER INDIVIDUARE LA RESPONSABILITA’ DA MOBBING.

La responsabilità per mobbing non configura un’ipotesi di responsabilità oggettiva, in quanto la responsabilità del datore di lavoro va inquadrata nell’ambito applicativo dell’art. 2087 c.c. e ricollegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche del momento. Incombe al lavoratore che lamenti di avere subito, a causa dell’attività lavorativa svolta, un danno, l’onere di provare l’esistenza di tale danno, come pure la nocività dell’ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l’uno e l’altro.
Nella ipotesi in cui il lavoratore chieda il risarcimento del danno patito alla propria integrità psico-fisica in conseguenza di una pluralità di comportamenti del datore di lavoro e dei colleghi di lavoro di natura asseritamente vessatoria, il giudice del merito è tenuto a valutare se i comportamenti denunciati possano essere considerati vessatori e mortificanti per il lavoratore e, come tali, siano ascrivibili a responsabilità del datore di lavoro, che possa essere chiamato a risponderne, nei limiti dei danni a lui imputabili. (Avv. Ennio grassini – www.dirittosanitario.net)

Area formativa

FINE VITA. LABORATORIO DI PENSIERI
Il convegno si terrà il 10 maggio 2016 presso l’Auditorium ASP ITIS di Trieste

IL CCNL E LA BILATERALITA’ DEL SETTORE STUDI PROFESSIONALI
Il Convegno si terrà presso l’Unicredit banca- Via Vittorio Veneto 20, Udine il 20 maggio 2016 dalle 14.00 alle 18.00

ZOONOSI EMERGENTI E RIEMERGENTI NEL FRIULI VENENZIA GIULIA: un approccio “one health”
Il Convegno si terrà presso il Grand Hotel Entourage – Piazza S. Antonio 2 Gorizia il 20 maggio 2016 ore 8.30

VACCINAZIONI. Up to date in FVG
 

Il Convegno si terrà il 21 maggio 2016 presso l’OMCeO di Udine, Viale Diaz, 30.

34° Congresso Nazionale ANDOS. RICERCHE E NUOVE FRONTIERE NELLA VITA INSIEME AL CANCRO.

Il Convegno si terrà presso l’Auditorium della Cultura Friulana di Gorizia il 26-27-28 maggio 2016.